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Arriva l’estate… L’editoriale stagionale di Cosimo Sframeli

Cosimo Sframeli
Cosimo Sframeli

Cosimo Sframeli

di   Cosimo Sframeli – Si avvicina l’estate e tutti i mass media stanno convogliando le loro energie nella lotta contro la cellulite. Non c’è giornale, programma televisivo, cartellone affisso che non parli di come sconfiggere quei micidiali nemici che sono la ciccia e i difetti estetici.

Ora, indipendentemente dal fatto che ognuno di noi può gestirsi la ciccia come meglio crede, è anche vero che una donna, bersagliata per tutta la primavera da minacce tremende su quanto sia deplorevole presentarsi in spiaggia con la cellulite, arriva all’estate credendosi un essere improponibile. Ci sono pubblicità che utilizzano sinonimi veramente pesanti per definire le donne e associano la decadenza fisica a uno dei mali peggiori del secolo. Veniamo bersagliati da slogan che, se presi con spirito di superiorità, ci lasciano indifferenti, ma a livello inconscio tartassano soprattutto quelle donne che faticano ad accettarsi serenamente. Quando si parla di anoressia, bulimia e altre malattie inerenti l’alimentazione, si incolpano le modelle  con la loro magrezza e si ignorano i milioni di messaggi verbali con i quali veniamo bersagliati. Gli spot pubblicitari ormai hanno varcato ogni limite, tanto che, e non certo a caso, non rimane che un solo tabù da violare, gelosamente tenuto nascosto: il momento in cui vi è la fecondazione maschile. Il “mistero dei misteri”. Se anche questo verrà in ultimo svelato, non resterà altra scelta che rimettere tutto in discussione. E creare un nuovo modello culturale globale.

Per tantissimi, lo spettacolo di donne fatte e rifatte come bambole e imbottite nei punti nevralgici è entusiasmante. Ma la pubblicità diventa pericolosa quando propone alle adolescenti modelli spettrali che possono provocare conseguenze drammatiche. Forse, una donna adulta dovrebbe avere più coscienza per difendersi da certi messaggi. Infatti, gli uomini, di quelli che valgono la pena, in una donna, amano l’armonia, lo stile, il fascino. E una donna può essere armonica anche mostrando qualche linea intorno agli occhi o un  po’ di carne in più sulle ossa.

L’attenzione per il proprio aspetto è importante. E’ un modo per rispettare se stessi e quelli che ci vivono intorno. Ma senza esagerare: per qualcuno è una ragione di vita, una vera e propria ossessione. In nome del piacere – piacersi, tra illusione e reale, si rischia di perdere di vista le tante sfumature, all’apparenza inutili, che però rendono dolce e lieta la vita, quasi riempiendola. Il modello da imitare che ci propongono forse non ci appartiene perché troppo lontano dal nostro mondo, dai nostri usi e costumi. Forse, non accettandoci, abbiamo quel desiderio inconscio di trasformarci, di diventare un’altra persona, in meglio. Questo modo angosciante di combattere noi stessi, per apparire alla fine quello che non siamo e non sentiamo, ci costringe ad una solitudine senza prezzo.

A pensarci bene, non ci vuole molto per amare una donna, perché la grandezza dell’amore non ha mai niente a che vedere con la misura della ragione per cui ci s’innamora. A volte basta una parola che lei pronuncia. A volte soltanto la linea dei fianchi. A volte il modo in cui muove le labbra.