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Agnese Borsellino, la grande donna dietro Paolo

nozze borsellino piraino

Il 23 Dicembre 1968 a Palermo si celebravano le nozze di due giovani, Agnese e Paolo.

Lei era la figlia dell’allora Presidente del Tribunale di Palermo, Angelo Piraino Leto; lui era un giovane magistrato, che solo cinque anni prima aveva vinto il concorso, diventando il più giovane magistrato d’Italia.

Una storia normale, quella di due giovani innamorati che decidono di sposarsi, di mettere su famiglia e mettere al mondo tre bellissimi figli: Lucia, Manfredi e Fiammetta.

Ma si sa non sempre le favole hanno un lieto fine; Romeo e Giulietta ci hanno insegnato che una bellissima storia d’amore può finire anche in tragedia.

Questa volta ad uccidere non è stato il potente veleno di Romeo, ma un auto piena di tritolo in un pomeriggio d’estate.

Il pranzo in famiglia a Villagrazia di Carini, una giornata al mare e il riposo pomeridiano; il rientro di Paolo a Palermo per andare dalla madre in Via D’Amelio.

Lì la favola finisce e inizia una nuova vita per Agnese.

Sì, perché stavolta la protagonista della nostra storia è la moglie del giudice Borsellino.

Agnese ci ha lasciato oggi dopo una lunga malattia, che l’ha strappata all’affetto dei suoi cari a soli 71 anni. Forse la sua malattia è iniziata quel 19 luglio di tanti anni fa quando le è venuta a mancare la sua roccia, quell’uomo a cui aveva dedicato una vita intera sostenendolo sempre in silenzio, quasi nell’ombra.

E forse Agnese già sapeva dell’amaro destino, che la barbarie umana le avrebbe riservato.

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Un antico proverbio latino così recitava: “Dotata animi mulier virum regit” (“Una donna provvista di coraggio sostiene il marito“): questa era Agnese Borsellino.

Poco prima di morire il giudice Borsellino le aveva rivelato della trattativa Stato-Mafia: “Paolo mi accennò che c’era una trattativa tra la mafia e lo Stato – ha raccontato prima di morire- Dopo la strage di Capaci mi disse che c’era un colloquio tra mafia e pezzi infedeli dello Stato”.

Tuttavia, sembra quasi uno strano scherzo del destino, non ha avuto il tempo di ripetere in aula quel che aveva riferito ai magistrati di Caltanissetta, che indagano ancora sui mandanti della strage di Via D’Amelio.

Agnese è andata via proprio quando finalmente si poteva fare luce su uno degli omicidi eccellenti della storia d’Italia.

Ma forse ora raggiungendo Paolo potrà finalmente scoprire tutta la verità. Almeno lei.