Unime, elezioni rettore: strategie e colpi di scena

unimedi Claudia D’Amico – E’ ancora tutt’altro che conclusa  la partita per le candidature a rettore dell’Università di Messina; presto infatti, il Magnifico in carica, Francesco Tomasello, passerà il testimone al vincitore della corsa che porterà ad occupare la poltrona dell’organo monocratico al vertice dell’istituzione universitaria.

A concorrere per il titolo accademico  più ambito, sono, ad oggi, Giuseppe Vita, professore ordinario di Neurologia presso l’Università di Messina dal 1994, Pietro Navarra, Professore Ordinario di Economia Pubblica presso la Facoltà di Giurisprudenza, Antonio Romano Tassone, Professore di Diritto amministrativo, Giovanni Cupaiolo,  docente di Letteratura latina ed attuale Direttore del DiCAM (Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne) e Adriana Ferlazzo, ordinario di Fisiologia  veterinaria.

Si potrebbe quindi assistere ad una normale  gara che vedrà il vincitore fregiarsi del titolo di Magnifico e della cappa di ermellino se non fosse per la più che probabile discesa in campo di un sesto concorrente, che potrebbe sconvolgere gli equilibri e infliggere un duro colpo alle dinamiche di sostegno e voto, e per  una concreta ipotesi di ritiro di uno dei partecipanti.

Si tratta di Giacomo Dugo, Professore Ordinario di chimica degli alimenti presso l’Università di Messina, che non ha ancora ufficializzato la propria candidatura ma che potrebbe farlo nelle prossime ore, a discapito soprattutto dell’ex alleato Pietro Navarra, al quale, concretamente, sottrarrebbe numerosi voti. Inoltre la probabilità che il professore Giuseppe Vita possa ritirare la propria candidatura lascerebbe con  il fiato sospeso i sostenitori delle diverse fazioni che potrebbero dover fare i conti con un ballottaggio finale.

Prima però di valutare eventuali scenari e formulare congetture e ipotesi sarà necessario conoscere con chiarezza le decisioni dei protagonisti, anche perché  le elezioni sono alle porte, 24 maggio il primo turno, 27 maggio il secondo  e il 31  l’eventuale ballottaggio. Poco più di un mese quindi, per conoscere il nome  del timoniere che dovrebbe guidare l’ateneo messinese verso l’approdo  in acque più tranquille.