Tante critiche per nulla, il CdA del teatro di Messina contesta le affermazioni del M5S

Teatro di MessinaIl CdA dell’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina prende atto con dispiacere che anche il MoVimento 5 Stelle si è allineato pedissequamente su posizioni basate su una conoscenza approssimativa (perché di parte, lontana dalla realtà e fornita senza alcun contraddittorio) della realtà artistica, economica, amministrativa e organizzativa dell’Ente.

Il comunicato diffuso martedì, infatti, fa scempio della realtà e alla maniera più veteropoltica possibile pone dubbi su certe scelte, facendo presupporre chissà quali squallidi retroscena. Ovviamente ogni richiesta di informazioni sarebbe stata esaudita “cash” senza alcun problema.

Dato che ci si deve parlare per interposta stampa il CdA si adatta ed è lieto di fornire tutte le delucidazioni del caso, cioè – come si legge nel comunicato 5 Stelle – «la segnalazione di alcuni lavoratori che raccontano come, per inspiegabili motivi, in occasione dell’ultima rappresentazione del Rigoletto, i costumi di scena “siano stati affidati a delle sarte di Roma, mettendo senza un motivo da parte le nostre professionista, con il conseguente aumento delle spese”». Intanto, va precisato che non vi è stato alcun aumento dei costi, perché i costumi in questione, tranne pochi abiti femminili, non sono stati affidati ad altre sarte ma semplicemente noleggiati. A parte la considerazione che la scelta registica – peraltro apprezzata dalla critica – di preferire per lo più abiti militari non rendeva conveniente realizzare costumi che sarebbe stato improbabile utilizzare per successive produzioni, anche di altri – il nodo è stato rappresentato dalla circostanza che solo dopo il 20 gennaio la Regione Siciliana, con colpevole ritardo, ha autorizzato l’esercizio provvisorio, necessario perché questo CdA potesse procedere agli impegni di spesa, prima espressamente proibiti dalla legge. A quel punto si è dovuto constatare che non c’era più il tempo di realizzare tutti i costumi e si è deciso di ricorrere al noleggio. Nessun dubbio, naturalmente, sulla qualità e sulla capacità delle sarte, i cui costumi non a caso sono in bella mostra nella sala accanto all’ingresso del Vittorio Emanuele.

Ancora più grave è l’appiattimento del MoVimento sulle posizioni di alcuni sindacati che in questo ultimo anno hanno ricercato solo occasioni di scontro, portando finora come si è visto i professori d’orchestra e gli altri lavoratori precari a non ottenere nulla e i dipendenti a tempo indeterminato a rischiare il loro posto di lavoro messo in discussione dai tagli, anche se abbiamo la sensazione che – almeno per questo aspetto – alla fine prevarrà il buon senso. Scrivere una frase come la seguente: “Dare dei soldi, ammesso che la Regione abbia la possibilità di stanziarli, in mano all’attuale consiglio di amministrazione sarebbe come premiare un assassino piuttosto che punirlo per il suo crimine”, intanto supera largamente i limiti della diffamazione; inoltre sembra partire da un presupposto di specifiche competenze e conoscenze che, a quanto risulta (lieti se potremo essere smentiti) i redattori del comunicato e l’on. Valentina Zafarana, che ha partecipato all’incontro tra CdA e deputazione regionale, non hanno.

Gli “assassini” sono tutti coloro – la maggior parte dei quali mai visti prima in un teatro – che stanno remando contro gli interessi del Teatro di Messina preferendo le macerie (che, evidentemente, giovano ai loro fini) alla continuazione della vita artistica di un’istituzione di grandissimo valore per la città di Messina. L’attuale CdA nel settembre prossimo terminerà il suo compito e farà di tutto per lasciare un teatro correttamente funzionante, a onta e a dispetto dei veri assassini che vogliono ucciderlo. Il CdA è sempre stato impegnato a fare quadrare i conti con risorse via via più esigue, che comunque non hanno impedito la programmazione di positive e apprezzate stagioni teatrali, con una predominante presenza di attori e maestranze messinesi. Il CdA sarebbe lieto di sottoporre ai cittadini del M5S (e a chi lo voglia) i contenuti dei verbali delle sedute, da cui traspare in modo netto e inequivocabile l’impegno, la professionalità e la dedizione, senza limiti di tempo, che hanno caratterizzato finora il suo operato.

La preoccupazione del CdA, della città, dei politici, dei sindacati e perfino del M5S dovrebbe essere solo quello di preservare il finanziamento regionale, previsto da una legge e non dato per graziosa elargizione, in maniera di continuare in modo dignitoso l’attività. Naturalmente il CdA è aperto e grato a chi vorrà dare un contributo di idee innovative per trovare nuove fonti di finanziamento, fermo restando che conosce bene il fatto che è suo dovere intraprendere anche questa strada.