Sparatoria Roma: gravi danni alla colonna vertebrale del brigadiere Giangrande, nato a Monreale

03Passo normale, sguardo dritto davanti a se’, mani in tasca: cosi’ Luigi Preiti e’ arrivato davanti a palazzo Chigi, dove ha sparato a due carabinieri. La dinamica della sparatoria e’ stata ripresa da almeno tre telecamere di sicurezza montate all’esterno di palazzo Chigi e di Montecitorio. Chi ha potuto visionare il filmato descrive cosi’ le immagini: ”Preiti si e’ avvicinato provenendo da piazza Montecitorio. Quando e’ arrivato vicino alla camionetta dei carabinieri, i militari gli hanno faTto segno di fermarsi, in quanto proprio in quel momento si stava chiudendo la piazza in vista dell’arrivo dei ministri dopo il giuramento al Quirinale”. A quel punto, raccontano le fonti, ”l’uomo ha estratto la pistola e ha fatto fuoco contro i due carabinieri”. Dalle immagini si vede Preiti che spara ad altezza uomo e uno dei due carabinieri che finisce a terra. Si vedono anche una bambina che si porta le mani alle orecchie per coprire il rumore degli spari e tre persone che si riparano dietro la garitta all’angolo di palazzo Chigi. Una di queste sarebbe la donna incinta rimasta lievemente ferita. Anche un bambino, di circa tre anni, secondo fonti di polizia si sarebbe contuso il volto, cadendo a terra nella fuga. Le ultime immagini riprendono Preiti in terra, bloccato dagli uomini della sicurezza e altre decine di poliziotti e carabinieri che invitano la gente a lasciare la piazza. Poi l’arrivo delle ambulanze. Secondo le stesse fonti, e come dimostrano le riprese delle telecamere, Preiti non ha mai varcato le transenne di piazza Colonna, che proprio in quel momento era stata chiusa. Nonostante cio’ i sei bossoli rinvenuti sulla scena, sono stati tutti trovati all’interno della piazza, qualche metro oltre le transenne. Una circostanza che gli investigatori ritengono perfettamente compatibile con la dinamica fin qui accertata, visto che i bossoli vengono espulsi dall’arma e visto il trambusto seguito all’accaduto.

BOLLETTINO MEDICO GIANGRANDE, PROIETTILE HA LESO COLONNA VERTEBRALE – “Gli accertamenti eseguiti hanno dimostrato che durante il tragitto il proiettile ha leso la colonna vertebrale cervicale”. E’ quanto riferito dal direttore sanitario Amalia Allocca e dal direttore del Dea del Policlinico Umberto I Claudio Modini in merito alle condizioni del brigadiere Giuseppe Giangrande ferito questa mattina a colpi di pistola davanti Palazzo Chigi. “Giangrande -hanno spiegato i medici- e’ giunto in codice rosso al Dea del Policlinico Umberto I. Il foro di entrata si rinviene nella regione laterale del collo a sinistra, il foro di uscita non si apprezza. Il proiettile viene infine estratto dalla regione sovrascapolare destra. Ulteriori accertamenti sono in corso. La prognosi e’ riservata”. La lesione alla colonna vertebrale cervicale “e’ importante ma sono in corso accertamenti”. Cosi’ Claudio Modini, direttore del Dea del Policlinico Umberto I di Roma ha risposto a chi gli chiedeva l’entita’ della ferita della lesione riportata dal brigadiere Giuseppe Giangrande ferito a colpi di pistola davanti Palazzo Chigi. “Il paziente ha riportato una ferita d’arma da fuoco e non ci risultano altre ferite da quelle descritte”, ha spiegato Modini.

IL BRIGADIERE GIANGRANDE, DI ORIGINI SICILIANE E VEDOVO DA DUE MESI – E’ di origini siciliane e vive a Prato da anni il brigadiere Giuseppe Giangrande, uno dei due militari feriti durante l’attentato di stamani davanti a Palazzo Chigi. Giangrande, 40 anni, e’ vedovo da due mesi. Ha una figlia di 23 anni, che adesso e’ in viaggio per Roma. Giangrande, nato a Monreale (Palermo), e’ il piu’ grave: ha riportato la lesione della colonna vertebrale cervicale. Il brigadiere e’ in servizio al Sesto battaglione carabinieri Toscana, con sede a Firenze, dal 2009, dopo un’esperienza nel radiomobile di Prato. Anche l’altro militare rimasto ferito, il carabiniere scelto Francesco Negri, e’ del Sesto battaglione carabinieri Toscana, dove e’ arrivato nel 2009. Prima era in servizio in una stazione in Lombardia. Negri ha 30 anni, e’ celibe ed e’ originario di Torre Annunziata (Napoli).

Luigi Preiti

Luigi Preiti

PREITI ERA STATO SPOSATO DUE VOLTE – Era stato sposato due volte Luigi Preiti, lo sparatore di Palazzo Chigi, nel corso della sua ventennale permanenza in Piemonte ed entrambe le unioni erano fallite. A raccontarlo sono i vicini di casa di Rosarno. Entrambe le mogli di Preiti sono piemontesi e con la seconda si era separato dopo che aveva perso il lavoro.

ERA PARTITO IERI IN AUTO DA ROSARNO VERSO ROMA – ”E’ uscito ieri da casa senza dire dove fosse diretto e cosa dovesse fare”. Lo ha detto un cugino di Luigi Preiti, uscendo da casa della famiglia dell’uomo che ha sparato oggi davanti a Palazzo Chigi. ”I genitori, quando hanno saputo dell’accaduto – ha aggiunto – sono rimasti sbigottiti e increduli”. Preiti, che possiede un’auto, si sarebbe recato a Roma con la propria vettura.

PERQUISIZIONI A CASA DEI GENITORI – I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno compiuto una perquisizione in casa dei genitori di Luigi Preiti, a Rosarno. Accertamenti e perquisizioni sono scatatte anche a Pedrosa, in provincia di Alessandria, sia nella casa dell’ex moglie sia in quella del fratello dell’uomo che questa mattina ha ferito due carabinieri davanti Palazzo Chigi.