SeL Reggio Calabria: “No all’iscrizione da parte del consigliere provinciale Giovanni Nucera”

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Documento SeL Federazione Reggio Calabria:

Al Presidente di SEL Nichi Vendola
Al Coordinamento nazionale
Al Coordinamento regionale
A tutti gli iscritti della Federazione di Reggio Calabria
A tutti gli organi di stampa locali

Il coordinamento provinciale della Federazione di Sinistra Ecologia Libertà di Reggio Calabria, allargato ai referenti tematici provinciali e ai coordinatori dei circoli, si è riunito in data 3 aprile 2013 a seguito della presa d’atto della richiesta di iscrizione a SEL da parte di Giovanni Nucera, consigliere provinciale e vice presidente del consiglio provinciale, ex coordinatore poi commissariato (insieme a un numero di persone a lui riconducibili, alcune delle quali appartenenti al precedente gruppo dirigente).
Tale richiesta è stata esplicitata dallo stesso Nucera in una intervista rilasciata sulla stampa locale in data 31 marzo 2013 dove manifesta l’intenzione di voler rientrare nel partito con tutto il “suo gruppo dirigente”.
Riteniamo tale richiesta di iscrizione IRRICEVIBILE.
Il commissariamento di SEL nel 2011 è avvenuto proprio perché quel gruppo e quel coordinatore avevano danneggiato e screditato l’immagine del partito, sequestrando il simbolo del partito a scopi personali. Ciò ha dunque determinando la fuoruscita dal partito di Nucera e del “suo gruppo dirigente”. Quelle presenze appaiono politicamente INCOMPATIBILI con tutto ciò che oggi rappresenta Sinistra Ecologia e Liberta a Reggio e provincia.
Dopo il congresso straordinario del dicembre 2011 che aveva portato al rinnovamento degli incarichi provinciali, SEL ha intrapreso una strada che ha chiuso totalmente con la precedente gestione che aveva condotto alla rottura e alla sconfitta del centrosinistra alle amministrative, all’utilizzo di pratiche e comportamenti antidemocratici, a risultati elettorali penosi (0,82% alle elezioni comunali poco più dell’1% alle provinciali) e che aveva fatto diventare SEL un partito piegato alle logiche personali ed elettoralistiche di pochi.
I risultati delle ultime elezioni politiche indicano chiaramente il superamento di quella fase e la volontà di cambiamento da parte dell’elettorato, di rinnovamento, di pulizia, di trasparenza, di correttezza nei modi e nelle pratiche, e apre una molteplicità di discussioni su che tipo di sinistra è necessario costruire nel paese. E’ chiaro che non sono più replicabili esperienze fallimentari, chiuse in loro stesse e che appaiono come semplici esercizi del potere, spesso appannaggio di singole persone intenzionate ad utilizzare i partiti come taxi, come strumento per raggiungere postazioni nelle istituzioni locali. La federazione di Sinistra Ecologia Libertà di Reggio Calabria, in questo anno, ha provato a muoversi nella direzione opposta stando dentro le principali vertenze del territorio e con denunce importanti, comportandosi sempre responsabilmente anche di fronte agli appuntamenti che si susseguivano e alle sfide che il partito nazionale ha affrontato.
Non si tratta di semplici differenze di vedute, bensì di un modo di agire politico, il nostro, radicalmente opposto a quello perpetrato nel corso del 2011 da Nucera e dal gruppo a lui vicino. Giungere al commissariamento e al congresso straordinario della federazione provinciale è stato possibile grazie ai tanti, dentro la federazione, che si sono spesi in questa direzione, che hanno resistito e che hanno sperato e lavorato affinché SEL potesse riacquisire dignità. Forse il limite della fine della fase commissariale è stato quello di perseguire la strada del tacito accordo, del silenzio assenso e non della presa d’atto palese di incompatibilità di alcuni esponenti con i valori e i principi di Sinistra Ecologia Libertà. Dopo oltre un anno e gli sforzi compiuti, riaccogliere quello stesso gruppo è un vero e proprio schiaffo alle energie profuse.
La ventilata presenza nel partito, anche come semplice iscritto, dell’ex coordinatore commissariato, divenuto consigliere provinciale grazie, appunto, a un subdolo accordo elettorale di convenienza, poi vicepresidente del consiglio provinciale, eletto tra l’altro nel consesso con i voti dei consiglieri del centrodestra, non può essere considerato un problema di second’ordine ma segna un punto dirimente per SEL, per ciò che è stata, per ciò che è oggi e per ciò che potrebbe e dovrebbe essere in futuro.
Per questo intendiamo, con questo documento, lanciare subito l’allarme circa questa ipotesi che si avvicina concretamente, come già anticipato verbalmente a dirigenti regionali e nazionali del partito.
Chiediamo un intervento definitivo e risolutorio al partito nazionale. Quelle richieste vanno respinte chiaramente e il partito nazionale deve sancire pubblicamente una posizione inequivocabile. Il sistema di tesseramento centralizzato ed on line, ideato per garantire il partito dalle incursioni dei padroni delle tessere, non può essere un modo per eludere il ruolo di del gruppi dirigenti locali e, tanto meno, affidare le sue sorti a “padrini politici”. Questa risposta deve giungere celermente, poiché questa situazione ha dei chiari riverberi anche pubblici sulla vita del partito e sui dirigenti che lo rappresentano.