Rende (Cs), questione rifiuti: l’assessore Gallo spiega perchè il piano regionale non funziona

rifiuti cosenzaDi seguito la nota  dell’assessore all’ambiente del Comune di Rende, Ing. Carmelo Gallo sul problema dei rifiuti.

“L’urgente questione rifiuti sull’intero territorio regionale impone un radicale ripensamento delle politiche di intervento finora attuate. L’ottimo risultato ottenuto dall’Amministrazione rendese, che in soli due anni dall’avvio della raccolta differenziata ha raggiunto oltre il 55% del volume complessivo dei rifiuti, è un dato fortemente incoraggiante. L’auspicio è che in tempi altrettanto brevi tutte le realtà del cosentino tendano a traguardi altrettanto significativi. Solo in questo modo sarà possibile dare risposte efficienti all’annoso problema dello smaltimento dei rifiuti. Al fine di rendere perseguibile questo obiettivo è necessario un urgente riordino del sistema che promuova e incentivi una raccolta differenziata spinta. Ciò dovrebbe, pertanto, avvenire in antitesi rispetto all’attuale politica della Regione Calabria che mira al recupero energetico dei rifiuti in impianti di termovalorizzazione. Gli interventi e le misure attualmente programmate puntano a una raccolta differenziata che si attesti intorno al solo 33%, al di sotto anche dagli standard previsti dal decreto Ronchi (35%). In una tale prospettiva, la Regione propone di realizzare un impianto di TMB (trattamento meccanico biologico dei rifiuti) nel cosentino. Questa proposta, in sé interessante, rischia di diventare un incoraggiamento alla raccolta indifferenziata. Infatti, l’impianto sarebbe utilizzato per accogliere grandi quantità di rifiuti indifferenziati da trattare con lo scopo principale di fornire il CDR ai termovalorizzatori. Al contrario, lo stesso TMB, posto a valle di un sistema che riesca a produrre una raccolta differenziata pari al 60%, sarebbe in grado di recuperare più dei 2/3 del materiale che riceve in ingresso, con una produzione residua del rifiuto da conferire in discarica appena del 15%. In questo caso, inoltre, il rifiuto residuo ha caratteristiche di “inerte” ovvero non produce percolato e può essere destinato a micro discariche a basso impatto ambientale o riciclato nell’industria dell’asfalto o del cemento. Pertanto per la provincia cosentina sarebbe più utile immaginare un sistema con almeno tre impianti di TMB in grado di assecondare una più efficiente filosofia del riciclo e del riutilizzo del rifiuto. In una tale ottica, nell’area della Valle del Crati sarebbe sufficiente un impianto in grado di smaltire circa 100 mila tonnellate annue, ma rigorosamente pensato in  un sistema che spinga le Amministrazioni a una raccolta differenziata pari al 60%. Al fine di consentire il raggiungimento di questo risultato, in un breve periodo transitorio si potrebbe ricorrere a una leva economica per disincentivare il conferimento dei rifiuti indifferenziati. Resta inteso che sarebbe doveroso riconoscere idonee misure di compensazione economica ai territori che ospitano siffatti impianti”.