Reggio, vicenda partecipate: interviene il consigliere regionale Tilde Minasi

tilde minasiDi seguito la nota diffusa dal Consigliere Regionale, Tilde Minasi:

Le recenti notizie riportate dalle cronache locali sulla vicenda dei 42 dipendenti Leonia che si avviano verso la mobilità con tutte le conseguenze del caso, si inquadrano nella ormai, purtroppo, sempre più corposa questione delle società partecipate del Comune di Reggio Calabria.

Le ultime settimane soprattutto, infatti, hanno registrato interventi continui e pressanti di lavoratori, sindacati, cittadini, nonché incontri tra Panico, Castaldo ed i partiti, affinché nella gestione delle miste da parte della Commissione Straordinaria di Palazzo San Giorgio si possano individuare iter capaci di poter garantire i livelli occupazionali: abbiamo assistito a vibranti proteste, rimostranze, appelli, sit in, ed anche l’allestimento di un gazebo solidale tramite il quale migliaia di reggini hanno manifestato il loro appoggio a queste società ed ai loro dipendenti.

Un segnale evidente di come la questione coinvolga un intero assetto sociale, un intero territorio dove la problematica lavorativa è particolarmente sentita, soprattutto se riguarda, parlando in generale di tutte le partecipate, centinaia tra uomini e donne che vedono sfumare la sicurezza di un impiego in un momento in cui una facoltà di diversa scelta occupazionale diviene quasi impossibile.

E’ fuor di dubbio opportuna, come sostenuto d’altronde dall’Amministrazione Municipale prima del provvedimento del Ministro dell’Interno, una revisione del sistema inerente, appunto, la gestione delle miste e dei servizi da queste ultime resi, ma è altrettanto lampante che non basta appellarsi severamente ad un dettato normativo con lo scopo di garantirsi un traguardo per raggiungere il quale, però, si è cominciato a correre guardando esclusivamente al nastro di arrivo e senza passare dal via.

In altre parole senza considerare il contesto territoriale, la valutazione caso per caso (viste le diverse condizioni di Reges, Recasi, Multiservizi e Leonia), gli step alternativi possibili consentiti dalle maglie legislative.

La ricerca di parametri che guardino ai contenimenti della spesa ed al corretto management delle casse comunali, non deve necessariamente seguire un percorso che sacrifichi posti di lavoro ed efficienza nei servizi, che potrebbero, a questo punto, seriamente essere compromessi.

Ecco perché è giusto muoversi pensando alla più sana amministrazione immaginabile per le società miste, ma farlo dotandosi dello spazio temporale necessario, così da poter individuare, contemplando ogni possibilità, quelli che, in caso di alienazione quote (nonostante per le specificità che le contraddistinguono sia Reges che Recasi non dovrebbero essere catalogate come società da   sciogliere) si possano identificare come gli acquirenti più idonei a garantire una programmazione futura seria sia per i lavoratori che per i vantaggi al territorio.

E’ auspicabile, da parte della terna commissariale, quindi, una decisione che, per tutte le società a quota comunale, sia ponderata e non suggerita dalla frettolosa esigenza di derogare il tutto alla rigida applicazione della legge: in questo momento, infatti, ritengo che il binario guida della Commissione, affinché si possa affrontare in serenità il cammino che s’intende intraprendere, deve assolutamente essere rappresentato dal confronto costante con le altre istituzioni locali, i sindacati, i vertici delle società, i lavoratori stessi e chi ha, in questi anni, amministrato la città, e quindi risulta più radicato e consapevole delle problematiche del territorio reggino e calabrese.