Reggio: presentato al Coni “Il Campionissimo”. L’opera di Ledonne dedicata a Fausto Coppi

Da sinistra_Ledonne-Di Rocco-Praticò-DionesalviIl mito di Fauso Coppi rivive nelle pagine dell’ultima fatica letteraria firmata Vincenzo Ledonne dal titolo: “Il Campionissimo”. L’opera edita da “Pellegrini” è stata presentata nella sede del Comitato regionale del CONI Calabria, alla presenza dello stesso autore e, fra gli altri, del presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco, del presidente del Comitato regionale calabrese della stessa FCI, Salvatore Dionesalvi (alla prima uscita ufficiale dopo la sua elezione) e del presidente del CONI Calabria, Mimmo Praticò.

Una platea composta da tanti esponenti reggini della politica, del giornalismo e dello sport, uniti dalla comune passione per il ciclismo, ha rivissuto grazie anche alle suggestive immagini offerte dall’archivio storico Rai, grazie all’impegno del giornalista Tonino Raffa, le pagine memorabili legate al nome di Coppi e alle sue straordinarie imprese che l’hanno visto assoluto protagonista anche sul territorio calabrese. L’occasione inoltre, ha inevitabilmente riaperto l’antica disputa tra “coppiani” e “bartaliani” che ancora oggi a distanza di cinquant’anni, non sembra trovare un vero vincitore.

Un volume prezioso quello realizzato da Ledonne, non solo per quanti seguono il ciclismo ma, più in generale, per tutti gli appassionati di sport. Ricco di testimonianze esclusive, precisi riferimenti statistici e affascinanti gallerie fotografiche, “Il Campionissimo”,  costituisce una lettura irrinunciabile per tutti coloro che amano immergersi nel fascino di quei momenti leggendari che solo i grandi personaggi sono in grado di regalare. Un lavoro quello realizzato da Ledonne, frutto di una meticolosa opera di ricerca e documentazione condotta per anni, sulla storia e le straordinarie gesta sportive del più amato campione italiano della bici.

«Il ciclismo – ha detto Praticò – è uno di quegli sport che riesce sempre a trasmettere emozioni e magia attraverso gesti che fanno sognare, come l’immortale immagine del passaggio di una borraccia tra Coppi e Bartali. Ma il ciclismo oggi – ha poi evidenziato il presidente del Coni Calabria – è duramente segnato da innumerevoli difficoltà, come testimoniano purtroppo le cronache di questi anni. In Italia la Federazione guidata di Di Rocco, sta portando avanti un lavoro meraviglioso nel tentativo di rilanciare l’immagine di questo nobile sport. In questo contesto, celebrare attraverso la cultura un personaggio come Coppi, non può che essere di grande incoraggiamento per tutto il movimento ciclistico».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche da Dionesalvi che ha parlato dell’avvio di una fase nuova per il ciclismo che deve passare attraverso «segni tangibili e prassi innovative. Il ciclismo come ricorda il fulgido esempio di Coppi, è sudore, fatica e impegno. Da questi punti fermi bisogna ripartire senza dimenticare i modelli del passato che hanno ancora tanto da insegnarci in termini di professionalità e dedizione. Il nostro comitato – ha poi concluso Dionesalvi – in questo senso agirà sempre nel rispetto delle regole e con grande trasparenza, nel fermo convincimento che il ciclismo rappresenti sempre uno sport in grado di contribuire alla crescita sociale».

Il dovere di ricordare Coppi passa anche attraverso l’esaltazione di questi concetti e, d’altra parte, anche questo è stato l’obiettivo perseguito da Ledonne con il suo libro. «Credo che oggi – ha affermato l’autore de “Il Campionisssimo” – sia assolutamente necessario diffondere, specie tra i giovani, i valori incarnati dalla straordinaria esperienza umana e sportiva di Coppi. Di questo sublime campione conservo tante immagini meravigliose ed esaltanti, come quella legata ad una corsa nei pressi di Cosenza in cui Coppi alzatosi sui pedali in curva, sembrava avesse le ali». Nessun dubbio poi per Ledonne, sul fronte prettamente sportivo: «Coppi era il più forte in assoluto e anche il celebre dualismo con Bartali di fatto non è mai esistito, come dimostrano chiaramente i dati tra il ’40 e il ’54, che ho riportato fedelmente nel mio libro».

L’enorme passione popolare è ancora viva e presente intorno al ciclismo, a dispetto delle tristi vicende che riempiono le cronache del nostro tempo. «Per questo – ha puntualizzato Di Rocco – è necessario consolidare il dialogo con quanti, fra società, atleti e addetti ai lavori, conoscono il ciclismo e i suoi valori più autentici. Anche le istituzioni però devono fare la loro parte, scommettendo con fiducia su eventi legati al ciclismo, grazie ai quali è possibile sostenere i processi di valorizzazione e promozione turistica del territorio. Oggi – ha poi osservato il presidente della Federazione Ciclistica – ci troviamo a dover fronteggiare una crisi che pur investendo tutto il movimento, ha fatto registrare delle risposte immediate.  Il ciclismo in altre parole, ci ha sempre messo la faccia non esitando mai a squalificare anche personaggi di spicco. In questo contesto – ha infine concluso Di Rocco – la Federazione guarda con grande interesse agli ambiziosi progetti della Scuola Regionale dello Sport calabrese. Crediamo che la grande struttura di Gallina, un vero e proprio fiore all’occhiello per l’intero mondo sportivo del Mezzogiorno d’Italia, in cui troverà spazio un’apposita area dedicata al ciclismo, rappresenti un presidio strategico sotto il profilo educativo e formativo per tutto il territorio calabrese oltre che un riferimento qualificato per tutto il mondo sportivo regionale».