Reggio, i dettagli dell’operazione che ha portato all’arresto dei responsabili per la morte di Giuseppe Priolo

arresti poliziaAll’alba di stamane, al culmine di un’intensa ed articolata attività investigativa, supportata da presidi tecnologici, gli agenti della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Commissariato P.S. di Gioia Tauro, con l’ausilio di equipaggi di rinforzo del Reparto Prevenzione Crimine “Calabria”, hanno dato esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Palmi, su richiesta dalla Procura della Repubblica di Palmi, nei confronti delle sottonotate persone:

1. BRANDIMARTE Giuseppe, nato a Taurianova
2. BRANDIMARTE Antonio, nato a Gioia Tauro
3. BRANDIMARTE Vincenzo, nato a Gioia Tauro
4. GENTILE Davide nato a Gioia Tauro
5. ROTTURA Antonino, nato a Taurianova
6. ROTTURA Santo Vincenzo, nato a Rizziconi

I predetti sono tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, dell’omicidio di PRIOLO Giuseppe, nato a Taurianova (RC) il 01.09.1960, zio di PRIOLO Vincenzo, nato a Gioia Tauro il 01.09.1982, ucciso l’8 luglio 2011 per mano del PERRI Vincenzo, il latitante catturato dalla Polizia di Stato 17 marzo u.s.. Come si ricorderà, il PRIOLO Giuseppe cadde sotto i colpi dei sicari il 26 febbraio 2012, intorno alle ore 7.30, in Largo Trieste di Gioia Tauro, attinto da diversi colpi di arma di fucile calibro 12 caricato a pallettoni e pistola, mentre, sceso dalla propria autovettura, si accingeva ad entrare all’interno di un esercizio commerciale.
Gli arresti odierni s’inquadrano nell’ambito delle indagini svolte dalla Squadra Mobile e dal Commissariato P.S. di Gioia Tauro, con il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Procuratore Capo Dr. Giuseppe CREAZZO, per fare luce sulla cruenta faida tra i gruppi familiari contrapposti dei PRIOLO e dei PERRI- BRANDIMARTE, nel corso della quale sono state consumate reciproche vendette che hanno provocato diversi ed eclatanti omicidi e tentati omicidi.
L’omicidio di PRIOLO Giuseppe, infatti, è da considerarsi la reazione al tentato omicidio di BRANDIMARTE Giuseppe (fratello del più noto Michele classe 1961, zio del latitante PERRI Vincenzo), avvenuto in questo centro il 14.12.2011, data in cui lo stesso rimaneva gravemente ferito, poiché raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco, pistola e fucile.
La vittima PRIOLO Giuseppe e la famiglia di appartenenza è peraltro legata da vincoli di parentela con la potente consorteria di ‘ndrangheta dei PIROMALLI di Gioia Tauro, operante in questo centro ed altrove. Le indagini immediatamente avviate grazie alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, appostamenti, pedinamenti e altre indagini tecniche, hanno consentito di accertare il movente del delitto e di identificare mandanti ed esecutori materiali dell’omicidio.
Complessivamente è emerso come l’agguato fosse stato organizzato scrupolosamente, senza trascurare alcun dettaglio, ed è stato frutto di accurata preparazione durata settimane.

Quanto alle posizioni individuali occorre sottolineare che BRANDIMARTE Giuseppe è ritenuto il mandante dell’omicidio del PRIOLO Giuseppe al fine di vendicarsi dell’agguato da lui subito il 14 dicembre 2011, il fratello maggiore Antonio ed il nipote Vincenzo sono stati individuati quali esecutori materiali dell’omicidio, in quanto, dagli accertamenti tecnici di laboratorio effettuati dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato – Servizio di Polizia Scientifica di Roma, sui Kit di prelievo dei residui dello sparo eseguito a loro carico, emergeva, in varie parti del loro corpo, la presenza di particelle appartenenti alla classe dei residui dello sparo.

E’ stato anche possibile delineare le condotte tenute dagli altri tre soggetti. In particolare, GENTILE Davide, ROTTURA Antonino e ROTTURA Santo Vincenzo, che hanno fornito supporto logistico e operativo partecipando con vai ruoli all’omicidio.

Le risultanze appena esposte sono state in toto accolte dal Procuratore Capo Dr. Giuseppe CREAZZO e dal Sostituto Procuratore Dr.ssa Giulia PANTANO che hanno diretto le indagini ed avanzato le proposte di applicazione delle misure cautelari, successivamente disposte dal GIP di Palmi, dott. Fulvio ACCURSO.