Reggio Calabria, Falcomatà Pd:”la strategia “Rifiuti Zero”, primo passo l’introduzione della raccolta differenziata porta a porta”

imagesGiuseppe Falcomatà (PD), Comunicato:

 L’emergenza spazzatura impone una seria riflessione su come dovrà essere gestito il ciclo di smaltimento rifiuti nella nostra città, e nella nostra regione, da qui ai prossimi anni.
Reggio deve ripartire dalla raccolta differenziata, ce lo impone la legge ma soprattutto ce lo impone l’ambiente.
La raccolta differenziata è il modo migliore per preservare e mantenere le risorse naturali, a vantaggio nostro e delle generazioni future: riusare, riutilizzare e valorizzare i rifiuti, dalla carta alla plastica, dall’umido all’organico, alle pile, contribuisce a restituirci e conservare un ambiente “naturalmente” più ricco.
Ogni nostra azione produce inquinamento: anche la più comune, come per esempio leggere un giornale, non sarebbe nulla, se non considerassimo che ogni giorno nel mondo vengono stampate milioni di pagine, costruite milioni di bottiglie in plastica o lattine in alluminio, assemblati milioni di oggetti e mobilio per le nostre case.
Tradotto in altre parole, milioni di alberi abbattuti, milioni di litri di petrolio consumati, milioni di kg di CO2 immessi nell’atmosfera: con la raccolta differenziata, invece, gran parte di queste risorse vengono risparmiate.
In Natura il concetto di rifiuto non esiste. Tutto ciò che termina il proprio ciclo di vita naturale viene assorbito dall’ambiente e rimesso in circolo, e questo è quello che bisogna fare: produrre oggetti e beni che possano essere assorbiti dall’ambiente una volta terminato il loro utilizzo.
La raccolta differenziata è infatti oggi il modo più sostenibile per smaltire i nostri rifiuti.
C’è bisogno, però, di una precisa strategia e di una puntuale programmazione. Oggi, finalmente, la strategia “Rifiuti Zero”, che prevede come primo passo l’introduzione della raccolta differenziata porta a porta, inizia ad affermarsi in circa cento Comuni italiani come l’unica alternativa ad un sistema di gestione dei rifiuti che ha prodotto danni enormi all’ambiente ed alla salute pubblica.
La Legge Nazionale vigente in materia di raccolta differenziata, aggiornata nel 2011 in recepimento della Direttiva Europea 98/2008, di fatto è largamente inapplicata in buona parte d’Italia specialmente in alcune regioni del centro e del sud in cui i risultati della differenziazione spesso non superano il 15% contro l’obiettivo di legge del 65% fissato già per il 2012.
Con la strategia “Rifiuti Zero” in pochi anni si metteranno al bando gli inceneritori di rifiuti e le megadiscariche.
Questo potrà avvenire, come detto, solo sulla base dell’obbligatorietà dell’adozione del sistema di raccolta porta a porta e con l’introduzione di una tariffa variabile in base alla quale pagherà di meno chi differenzierà di più.? A fianco a questo, com’è giusto che sia, dovranno essere previste sanzioni per chi si ostina a non differenziare.
Le esperienze positive di alcuni comuni del Sud, come Salerno che in un solo anno ha raggiunto il 70% di raccolta differenziata, ci dicono che tutto questo è possibile. Persino in quartieri difficili di Napoli, come Scampia, si è raggiunto il 65% di differenziata.
Tutto questo va pensato adesso in ottica futura, atteso che il contratto con la Leonia scadrà a breve e questi obiettivi dovranno essere inseriti come punti fermi dei nuovi accordi contrattuali.