Raffineria di Milazzo (Me): la Procura sequestra impianti trattamento acque reflue

raffineria milazzoLa Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, in collaborazione con la Capitaneria di Porto di Milazzo, ha sequestrato oggi gli impianti di trattamento delle acque reflue denominati “Tap” e “Taz” della Raffineria Mediterranea. Il provvedimento è stato firmato dal Gip Sara D’Addea. Negli impianti insisterebbero pericolose “deficienze strutturali“, messe in luce dall’alluvione del 22 novembre 2011, che provocò lo sversamento delle acque degli impianti nel tratto di mare tra la Raffineria e la Riviera di Levante di Milazzo. In quell’occasione numerosi cittadini, e soprattutto pescatori del quartiere Vaccarella, denunciarono alla Capitaneria la presenza in mare di una gran quantità di oli non meglio identificati, che poi si scopri provenire proprio dalla Raffineria.

Ma nel mirino della Procura ci sarebbero anche dirigenti e personale della Raffineria, che si sarebbero resi colpevoli non solo di un’inadeguata reazione all’emergenza, ma anche di una realizzazione non a norma degli stessi impianti. Si legge infatti in una nota della Capitaneria di Porto: “Il provvedimento cautelare è stato disposto nei confronti di una serie di dirigenti e funzionari della Raffineria di Milazzo che in cooperazione colposa tra di loro, avrebbero omesso di adottare tutte le procedure d’emergenza previste per evitare lo sversamento in mare di sostanze idrocarburiche in rilevante quantità“. Ed inoltre “avrebbero omesso di realizzare gli impianti “Taz” e “Tap”, da cui è originato il tracimamento, in conformità all’Aia (autorizzazione integrata ambientale), non prevedendo alcun sistema automatico di allarme per il troppo pieno nonché omettendo di realizzare un sistema automatico di convogliamento dei reflui nei serbatoi di stoccaggio“. I reati imputati a vario titolo sono quelli di smaltimento illecito di rifiuti, effettuazione di scarichi industriali senza autorizzazione, violazione delle prescrizioni dell’AIA concernenti i controlli automatici e violazione dell’obbligo di conservazione dei dati. Non solo, sembra che vi siano stati tentativi di inquinare le indagini, che hanno effettivamente subito dei rallentamenti.

Gli esperti incaricati dalla Magistratura hanno accertato che, a causa della realizzazione non consona alle norme dei due impianti, le acque reflue quel 22 novembre, gonfiate dalle forti piogge, siano tracimate all’interno della Raffineria. Quindi, aprendo un varco, sono state convogliate in mare. La quantità è stata definita in oltre 60mila metri cubi. I periti hanno dimostrato però che l’evento non è stato provocato dall’eccezionale ondata di maltempo, bensì proprio dalle deficienze strutturali dell’impianto. La Procura ha quindi ordinato un’immediata realizzazione di messa in sicurezza e adeguamento degli impianti “Tap” e “Taz”. Contestualmente però non verrà interrotta l’attività produttiva.