Palermo: non si placa l’emergenza rifiuti. Assessore Barbera: “prima differenziata, poi termovalorizzatore”

RIFIUTI: PALERMO; COMUNE BLINDATO, 200 CASSONETTI BRUCIATI.“Un termovalorizzatore sarebbe una soluzione compatibile, in termini ambientali, energetici, economici, solo se preceduto da interventi molto rigidi e precisi di raccolta differenziata e separazione tra tipologie di rifiuti. In questo modo solo una porzione minima dei rifiuti dovrebbe finire in discarica o potrebbe essere incenerita con recupero di energia”. Lo dice l’assessore all’Ambiente e al Verde del Comune di Palermo, Giuseppe Barbera parlando dell’emergenza rifiuti in citta’.

“L’esperienza europea anche in grandi citta’ e anche con impianti ubicati nei centri abitati, e’ finora rassicurante sui ridotti impatti sanitari, ma appunto tali esperienze sono legate a politiche complessive di gestione dei rifiuti, che si basano innanzitutto sulla riduzione, sul riuso e sul riciclo – dice – Nella nostra realta’ pero’ va ricordato che la previsione dei termovalorizzatori fatta a suo tempo dai Governi Regionali e’ stata molto diversa: al di fuori di qualsiasi vera politica dei rifiuti e immaginando questi impianti come dei semplici forni in cui bruciare qualsiasi cosa: soluzioni da incubo e con impatti sulla salute certamente dannosi”.

Poi spiega: “Quel che e’ certo e’ che a Palermo e in tutta la Sicilia dobbiamo avviare una politica dei rifiuti radicalmente diversa, affidata ad una gestione efficiente che superando l’emergenza guardi al futuro; miri a ridurre la quantita’ di rifiuti prodotti (oltre un chilo a testa ogni giorno e’ un quantitativo spropositato), realizzi un ciclo di raccolta, smaltimento e riciclo davvero virtuoso. Solo aumentando drasticamente la percentuale di raccolta differenziata Palermo potra’ evitare di trovarsi fra qualche anno in una emergenza che non dara’ appello”.

E Barbera conclude: “La citta’ e’ chiamata ad uno sforzo straordinario: portare a livelli europei la quota di raccolta differenziata, quindi dall’attuale 7% al 50% circa, produrre meno rifiuti confidando anche su nuove abitudini dei cittadini, attivare forme di riciclaggio domestico e su piccola scala. Se riusciremo a fare questo, se riusciremo quindi ad avvicinarci agli obiettivi della strategia ‘rifiuti zero’ avremo bene affrontato il problema. Un fallimento su questo fronte non e’ possibile perche’ ne’ uno ne’ cento termovalorizzatori potrebbero allora venirci in soccorso”.