“Non fate chiudere il Giudice di Pace di Melito Porto Salvo!”

Associazione Area Grecanica in MovimentoDi seguito la nota diffusa dall’Associazione Area Grecanica in Movimento – Melito Porto Salvo:

Ci sarà ancora o no il Giudice di Pace a Melito  di Porto Salvo?

C’è un mese scarso  di  tempo perchè i Comuni dell’Area Grecanica facciano ufficiale richiesta al Ministero della Giustizia di mantenere l’Ufficio del Giudice di Pace a Melito Porto Salvo.

Infatti, entro  il 29 aprile 2013 il Comune di Melito Porto Salvo e i Comuni della zona,  dovranno presentare, se vorranno mantenere il Giudice di Pace nella nostra cittadina,  una richiesta formale al Ministero, occupandosi anche di indicare chi sosterrà i costi di mantenimento della struttura.

Il problema è che l’Area Grecanica  ha una conformazione geografica particolare ove si consideri che per i Comuni interni  il Giudice di Pace più vicino , ove dovesse essere soppresso il Giudice di Pace di Melito Porto Salvo, è Reggio Calabria che dista oltre 60 Km.  Per mantenere l’ufficio nella cittadina Melitese, i comuni dovranno offrire di coprire i costi di mantenimento dell’ufficio (non lo stipendio del giudice che rimane in carico al Ministero), a favore di un maggior servizio ai cittadini.

Un appello e un invito pertanto rivolto dal nostro Movimento al Comune di Melito Porto Salvo  e agli altri Comuni dell’Area Grecanica di fare squadra per garantire  il funzionamento del Giudice di Pace. Sarebbe paradossale che un avamposto di giustizia venga chiuso per il mancato interessamento di amministrazione comunali oggi gestite da Commissioni straordinarie che sono diretta emanazione dello stato. Giustificare il disinteresse sulla impossibilità di destinare risorse umane all’ufficio del Giudice di Pace da parte degli enti locali o di prevedere una minima copertura finanziaria è infondato ove si pensi che dai pur disastrati bilanci comunali ,in una ottica di razionalizzazione delle spese, potrebbero venir fuori le risorse necessarie. Al solito ci domandiamo se i Commissari straordinari che guidano gran parte  dei comuni dell’area grecanica rappresentino una burocrazia asettica o, al contrario, debbano tutelare e incidere sui nodi critici di una amministrazione per lasciare, alla fine del loro mandato, una solida base idonea a  far ripartire il processo democratico. Insomma ci auguriamo che non lascino un deserto istituzionale su cui potranno nuovamente inserirsi i poteri criminali.