Messina, rischio default: il consigliere Cantello ammonisce la politica di Palazzo Zanca “dovrebbero tutti tacere”

ivano cantelloIl Consigliere Comunale di Sicilia Vera, Ivano Cantello, che già lo scorso febbraio aveva chiesto di conoscere la situazione finanziaria del Comune in virtù delle perplessità sui bilanci di Palazzo Zanca espresse in precedenza dalla Corte dei Conti, torna a parlare della grave situazione economica della città “bacchettando” coloro i quali non lo hanno ascoltato quando sostenne che il dissesto finanziario per Messina era inevitabile.

“Avevo preteso – scrive Cantellouna relazione sui conti e avendo poi ottenuto i documenti che attestavano la situazione finanziaria disastrosa del Comune avevo presentato una delibera nella quale chiedevo di valutare subito se esistevano le possibilità per avanzare il dissesto. Su quarantacinque consiglieri comunali sono stato poi l’unico – continua Cantello – dopo un attento approfondimento della normativa in questione, a non aver votato la delibera all’accesso della legge Salva Comuni. Questo perché la ritenevo viziata ab origine, e sarebbe stato meglio avviare le procedure di dissesto poiché gli effetti del default sarebbero stati comunque meno deleteri del ‘Salva Comuni’. Ho spiegato infatti, che i debiti latenti e quelli fuori bilancio, evidenziati tra l’altro proprio recentemente dalla Corte dei Conti, non erano compresi tra le somme che potevano essere ripianate attraverso l’accesso al cosiddetto fondo di rotazione”.

“Mi dispiace che nella fase di valutazione sulla strada da intraprendere nessuna delle forze politiche e sociali sia entrato efficacemente nel merito della questione. Oggi tutti dovrebbero ‘tacere’, e non possono essere certo coloro che hanno sostenuto in questi anni, sbagliando, procedure impossibili a proporsi alla guida e nell’esecutivo di Palazzo Zanca. Anche al presidente della Regione – conclude Cantelloprobabilmente sarà stata rappresentata una situazione molto diversa dalla realtà che lo ha indotto a stanziare somme che non sarebbero comunque bastate a ripianare i debiti e che per legge non potevano essere previste. Il Ministero è chiaro che non potrà mai approvare il piano di riequilibrio proposto, già bocciato negli anni precedenti dalla Corte dei Conti”.