Messina: il collettivo del Teatro Pinelli occupa la Casa del Portuale. La rivoluzione costruttiva continua

teatroPinelliI ragazzi del Teatro Pinelli Itinerante sono entrati di nuovo in azione. I giovani che avevano liberato dall’abbandono il Teatro in Fiera, in disuso da diciassette anni, per poi essere “buttati fuori” dall’Autorità Portuale, hanno individuato il loro nuovo obiettivo. Il nuovo edificio liberato è la Casa del Portuale, l’ennesimo luogo che i giovani attivisti hanno deciso di rendere nuovamente fruibile alla cittadinanza, dopo aver trovato materialmente sbarrati i cancelli del Parco Aldo Moro, altro simbolo dell’incuria messinese.

Proprio il 25 aprile, Festa della Liberazione, i ragazzi del Pinelli hanno deciso di operare la loro pacifica occupazione. La Casa del Portuale, sita in via Alessio Valore, a due passi dalla stazione Marittima e dagli ex Magazzini Generali, era sede della cooperativa “Italia”, che si occupava di smistamento merci al porto di Messina. Chiusa da tempo a causa della crisi, con 31 lavoratori spediti a casa, la Casa del Portuale è uno dei tanti simboli di cemento del degrado e della decadenza economica e sociale che sta affossando Messina, la Sicilia e l’intero Paese.

Come sempre, i giovani attivisti si sono immediatamente mossi per ripulire le stanze dell’edificio. Centinaia di metri quadrati di uffici, sale riunioni, stanzoni, abbandonati dal 2011. Non era in realtà questo il primo obiettivo dei ragazzi, che avrebbero voluto nuovamente ripetere l’esperienza della Fiera. Purtroppo la porta era letteralmente murata, impossibile penetrare negli edifici. Quindi la decisione di optare per la Casa del Portuale, una struttura di importanza non inferiore, se si fa riferimento soprattutto alla zona circostante, con altri luoghi in simile degrado, come gli ex Magazzini Generali e l’attiguo Mercato Ittico.

Una manifestazione di protesta costruttiva, che vuole far mantenere viva l’attenzione su Messina e i suoi luoghi abbandonati dalle Istituzioni, così come era stato per il Teatro in Fiera, per il Parco Aldo Moro e per altre ZTL, le Zone Temporaneamente Liberate. Edifici che rappresentano non solo, come detto, il degrado di una città che sembra ormai allo sbando. Ricordiamo infatti le tante vertenze in corso: la Triscele, la Sicilia Limoni, i lavoratori dei servizi sociali e quelli del Teatro “Vittorio Emanuele”, solo per citarne alcuni. Il recupero di questi luoghi vuole infatti essere spinta, esempio, scintilla per ripartire, per dare nuovo slancio a una città come Messina, dalle immense potenzialità, castrate per tanti, troppi anni, da istituzioni non all’altezza o addirittura disinteressate al prestigio della città e al benessere dei cittadini.