Messina, ecco il grande spettacolo della migrazione. E c’è chi pensa a un grande Parco della Biodiversità

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02Come possiamo leggere in quest’articolo di MeteoWeb, nello Stretto di Messina sta per ripetersi il grande spettacolo della migrazione stagionale dei rapaci. Ma Reggio e Messina sono pronte a celebrare questo straordinario evento naturale, valorizzandolo anche dal punto di vista turistico? Tanti sono gli appassionati che potrebbero interessarsi al territorio dello Stretto in concomitanza di un simile transito di volatili, eppure enti e istituzioni sono sempre stati sordi di fronte a simili opportunità. Qualcosa, però, si sta muovendo. Da Messina arrivano proposte molto interessanti come quelle proposte da Arnaldo Oliva, che insieme all’architetto Giuseppe Aveni s’è sempre impegnato per il Centro Recupero Fauna Selvatica “Stretto di Messina”. L’idea è quella di istituire un vero e proprio Parco della Biodiversità, con:

  • convenzioni agevolate su mezzi di trasporto pubblico e/o privato idonei per gli spostamenti occorrenti per raggiungere le destinazioni da dove prenderanno avvio i singoli itinerari turistici previsti.
  • Dai punti di raccolta e di partenza dei singoli itinerari previsti, bisognerà prevedere che si possano utilizzare mezzi di trasporto alternativi quali biciclette, cavalli, asinelli per non danneggiare la natura e goderne dei benefici effetti, magari inserendo punti di ristoro quali capanne o rifugi che non alterino le zone interessate.
  • Prevedere (per ogni singolo itinerario) percorsi che si integrino e che in periodi diversi dell’anno o a seconda delle condizioni atmosferiche delle singole stagioni siano alternativi per una fruizione che non risenta della stagionalità ma che riesca a sfruttare come risorsa turistica anche la non prevedibilità e la instabilità delle condizioni climatiche, e quindi alla passeggiata a piedi, in bici o a cavallo si possa alternare la visita al chiuso di un museo dei mestieri o alla bottega di un artigiano o la visita della cantina del ” mamertino”, o al vecchio frantoio di pietra, o ai ruderi del vecchio mulino ad acqua o alla costruenda fattoria didattica, ecc.
  • Bisogna concepire ogni singolo itinerario tenendo presente anche le abitudini e le necessità dei fruitori, prevedendo di andare incontro alle esigenze di sportivi, bambini, anziani e adulti interessati al godimento della natura e non attratti dal futile consumismo, attraverso standard essenziali di servizi luoghi di sosta e di ristoro che di per sè diventino attrattiva turistica di qualità (produzione e vendita di prodotti locali).
  • Gemellaggi e convenzioni con scuole di ogni ordine e grado in Italia o all’estero per la sensibilizzazione dei giovani al rispetto della natura e all’osservazione dei flussi migratori (giardino delle farfalle, piante e migrazioni di uccelli) e corsi di fotografia con concorsi che premino i migliori risultati ottenuti.
  • Rendere attraenti e sfruttabili i parchi e le riserve del nostro territorio creando strutture che offrano servizi al fruitore (bici in uso gratuito all’interno), e collegamenti dalle città (pulman in convenzione) ecc.ecc.