Messina, dimissioni per la vice presidente del Teatro Vittorio Emanuele, il cda si dissocia

TEATROdi Claudia D’Amico – La vicepresidente del consiglio di amministrazione dell’E.A.R. Teatro Vittorio Emanuele di Messina, Daniela Faranda, ha lasciato l’incarico presentando le dimissioni con una nota nella quale esprime “disappunto e disagio per la situazione complessiva che non ha consentito di imprimere il forte impulso di rinnovamento del quale l’Ente avrebbe avuto bisogno”.

Chiarisce di aver avuto dall’inizio del mandato la consapevolezza della complessità della situazione, soprattutto della mancata approvazione della Pianta Organica, dell’ equiparazione del personale e dell’attesa stabilizzazione dell’orchestra; “tutto ciò è aggravato oggi dall’ulteriore taglio del contributo regionale del 27% previsto per il 2013, neanche sufficiente a coprire i costi fissi; dagli attacchi dei sindacati che ritengono, a torto, responsabile il Consiglio in carica, visto che perlopiù gli incontri si sono tenuti con il Presidente che ha ‘curato’ personalmente i rapporti con le OO.SS. nonostante i ripetuti inviti da parte delle stesse al coinvolgimento dell’intero C.d.A.”

Daniela Faranda continua: “A questo punto, cadono definitivamente le condizioni per svolgere il mio ruolo di Vice-Presidente dell’E.A.R. Teatro V.E. di Messina e lascio Presidente del Teatro, al commissario che sostituirà il C.d.A. ed al Presidente Crocetta, che più volte ha rivolto il suo benevolo sguardo verso l’ente e che in questi mesi non ha voluto supportare il Consiglio in carica, ponendo in essere ogni forma di ostruzionismo possibile per arrivare al commissariamento anche del Teatro di Messina, l’onore e l’onere di risolvere l’annoso problema del personale e dell’orchestra del nostro Teatro per il quale insieme, sono certa, troveranno la soluzione.”

Ma i consiglieri di amministrazione Carmelina David, Carmelo Ietto e Gustavo Ricevuto non ci stanno e affidano ad un comunicato il loro dissenso dalle motivazioni espresse dall’ex vice presidente, almeno per la parte riguardante il consiglio di amministrazione, precisando che “le argomentazioni sono del tutto personali, e non rispecchiano né le nostre posizioni né il nostro stato d’animo. Pertanto continueremo regolarmente la nostra attività istituzionale”.

Tutti al lavoro dunque, per tentare di risollevare le sorti di un antico e prestigioso teatro, condannato ( ? ) al commissariamento ma, ci auguriamo, non all’oblio.