Messina, celebrazione commemorativa e inaugurazione del busto dell’ammiraglio Fedor Fedorovich Ushakov

Alla presenza del Presidente della Fondazione di Sant’Andrea, Vladimir Yakunin, dell’incaricato d’affari ad interim dell’Ambasciata di Russia in Italia, Dmitrij Shtodin; del Console generale della Russia a Palermo, ministro plenipotenziario Vladimir Korotkov; del commissario straordinario del Comune, Luigi Croce; del prefetto Stefano Trotta e del presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, si è svolta oggi pomeriggio a Messina la cerimonia di intitolazione ai “Marinai russi” del largo tra viale Boccetta e via Vittorio Emanuele.

Nel corso della cerimonia, alla presenza delle autorità russe ed italiane, è stato anche scoperto il busto dell’ammiraglio russo Fedor Fedorovich Ushakov (1745-1817) che nel maggio 1802, assunse il comando in capo della flotta del mar Baltico, squadra navale a cui appartenevano anche quei giovani marinai imbarcati sugli incrociatori Makaroff e Bogatyr, sulle corazzata Slava e Tzésarévitch e sul vascello di linea della flotta del Baltico, Gloria, giunti a Messina nel 1908. Il 28 dicembre del 2012 con delibera 991, il Commissario del Comune di Messina, dott. Luigi Croce, ha deliberato l’intitolazione toponomastica ai Marinai Russi, dell’area dinanzi al monumento recentemente realizzato dal Centro per la Gloria nazionale di Russia e la Fondazione Sant’Andrea di Mosca, che ne testimonia il legame con la Città, risalente ai soccorsi che la popolazione messinese ricevette dalla

Divisione navale orientale della Flotta russa, dopo le tragiche ore del terremoto del 28 dicembre 1908. Nel corso del suo intervento di saluto il commissario Croce ha detto che “è stata celebrata una nuova testimonianza del profondo e vivo legame che unisce Messina alla Russia. Gli aiuti prestati dai marinai russi alla popolazione colpita dalla tremenda sciagura, pochi anni dopo l’inizio del novecento e dell’epoca delle guerre e delle rivoluzioni totali, innescarono – ha detto Croce – quella solidarietà internazionale, anche oggi ricordata, che ha determinato il forte legame della comunità messinese con quella russa. Nella tragica alba del 28 dicembre del 1908, quel terrificante terremoto ed il susseguente maremoto che rasero completamente al suolo questa Città, provocarono oltre 80 mila morti, che oggi è doveroso ricordare, insieme agli oltre 15 mila della vicina Città di Reggio Calabria. Come per incanto, già all’alba del 29 dicembre, gli equipaggi delle navi russe della Squadra del Baltico, che il giorno prima erano ancorate ad Augusta, giunsero a Messina e si adoperarono con eroismo nell’opera di salvataggio, incuranti della fatica e dei rischi legati alle continue scosse di assestamento: scavarono tra le macerie, distribuirono cibo ai superstiti, mantennero l’ordine.

Messina e l’Italia intera non potranno mai dimenticare, anche grazie alle numerose testimonianze pervenuteci, non solo la tempestività e l’efficacia dell’intervento, ma soprattutto lo slancio di quei marinai russi nel soccorrere, curare, dissetare, sfamare le persone colpite da questa immane sventura. Sono gesti questi di cui – ha detto il commissario Croce – il popolo russo debba andare fiero perché, maturati non già in una orrenda e spregevole azione di guerra dell’uomo contro l’uomo, bensì nella prestazione di aiuto fraterno all’uomo nella lotta contro le forze ostili della natura che colpiscono indistintamente tutti i popoli. E’ opportuno quindi che anche in questa occasione, si ribadisca a nome di questa Città, il ringraziamento più sentito al popolo russo – al quale Messina è legata da fortissimi vincoli – alla Fondazione di Sant’Andrea e al Centro della gloria nazionale, alla Marina russa ed ai suoi splendidi “angeli” come furono definiti i coraggiosi marinai che intervennero subito dopo il sisma”.