Il giuramento di Napolitano, quelle straordinarie parole che commuovono l’intero Paese

giorgio-napolitano-3Oggi intorno alle 17, il rieletto presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha effettuato il giuramento. Subito dopo ha avuto luogo il suo discorso a camere riunite. Discorso durante il quale il Capo dello Stato si è commosso più volte e ha esortato i partiti politici a mettere da parte i propri interessi personali per il bene del Paese e perchè si possa mettere in atto quel rinnovamento necessario alle sorti dell’Italia. Innanzitutto il presidente ha ringraziato il Parlamento per la fiducia dimostrata con la rielezione: ‘‘E’ un segno di rinnovata fiducia che raccolgo comprendendone il senso, anche se sottopone a seria prova le mie forze’‘.
C’e’ stato un “appello che ho ritenuto di non poter declinare – per quanto potesse costarmi l’accoglierlo – mosso da un senso antico e radicato di identificazione con le sorti del paese”.”Quanto e’ accaduto qui nei giorni scorsi ha rappresentato il punto di arrivo di una lunga serie di omissioni e di guasti, di chiusure e di irresponsabilità” dice Giorgio Napolitano che giudica “imperdonabile la mancata riforma della legge elettorale del 2005“.

napolitanoQuel tanto di correttivo e innovativo che si riusciva a fare nel senso della riduzione dei costi della politica, della trasparenza e della moralita’ nella vita pubblica e’ stato dunque facilmente ignorato o svalutato: e l’insoddisfazione e la protesta verso la politica, i partiti, il Parlamento, sono state con facilita’ (ma anche con molta leggerezza) alimentate e ingigantite da campagne di opinione demolitorie, da rappresentazioni unilaterali e indiscriminate in senso distruttivo del mondo dei politici, delle organizzazioni e delle istituzioni in cui essi si muovono” afferma ancora il capo dello Stato. Poi, al fragoroso applauso collettivo dei presenti in Parlamento, Napolitano lancia un severo monito:  “attenzione : quest’ultimo richiamo che ho sentito di dover esprimere non induca ad alcuna autoindulgenza, non dico solo i corresponsabili del diffondersi della corruzione nelle diverse sfere della politica e dell’amministrazione, ma nemmeno i responsabili di tanti nulla di fatto nel campo delle riforme“.
Le sfide e le prove che abbiamo davanti sono piu’ che mai ardue, profonde e di esito incerto. Questo ci dice la crisi che stiamo attraversando” avverte Napolitano. ”Occorre grande attenzione di fronte a esigenze di tutela della liberta’ e della sicurezza da nuove articolazioni criminali e da nuove pulsioni eversive, e anche di fronte a fenomeni di tensione e disordine nei rapporti tra diversi poteri dello Stato e diverse istituzioni costituzionalmente rilevanti”.

Ne’ si trascuri di reagire a disinformazioni e polemiche che colpiscono lo strumento militare, giustamente avviato a una seria riforma, ma sempre posto, nello spirito della Costituzione, a presidio della partecipazione italiana – anche col generoso sacrificio di non pochi nostri ragazzi – alle missioni di stabilizzazione e di pace della comunita’ internazionale” afferma ancora il capo dello Stato, facendo riferimento alle forze militari italiane impiegate nelle missioni di pace.

CONSULTAZIONI: INIZIATI COLLOQUI AL QUIRINALEIn materia di riforme aggiunge ancora Giorgio Napolitano “ho speso tutti i possibili sforzi di persuasione, vanificati dalla sordita’ di forze politiche che pure mi hanno ora chiamato ad assumere un ulteriore carico di responsabilita’ per far uscire le istituzioni da uno stallo fatale. Ma ho il dovere di essere franco: se mi trovero’ di nuovo dinanzi a sordita’ come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esitero’ a trarne le conseguenze dinanzi al Paese“.

La seconda osservazione  – prosegue il presidente della Repubblica – riguarda il valore delle proposte ampiamente sviluppate nel documento da me gia’ citato, per affrontare la recessione e cogliere le opportunità che ci si presentano, per influire sulle prossime opzioni dell’Unione Europea, per creare e sostenere il lavoro, per potenziare l’istruzione e il capitale umano, per favorire la ricerca, l’innovazione e la crescita delle imprese”.

Nel sottolineare questi ultimi punti  – prosegue - osservo che su di essi mi sono fortemente impegnato in ogni sede istituzionale e occasione di confronto, e continuero’ a farlo. Essi sono nodi essenziali al fine di qualificare il nostro rinnovato e irrinunciabile impegno a far progredire l’Europa unita, contribuendo a definirne e rispettarne i vincoli di sostenibilita’ finanziaria e stabilita’ monetaria, e insieme a rilanciarne il dinamismo e lo spirito di solidarieta’, a coglierne al meglio gli insostituibili stimoli e benefici. E sono anche i nodi – innanzitutto, di fronte a un angoscioso crescere della disoccupazione, quelli della creazione di lavoro e della qualita’ delle occasioni di lavoro – attorno a cui ruota la grande questione sociale che ormai si impone all’ordine del giorno in Italia e in Europa. E’ la questione della prospettiva di futuro per un’intera generazione, e’ la questione di un’effettiva e piena valorizzazione delle risorse e delle energie femminili”

“Non possiamo restare indifferenti dinanzi a costruttori di impresa e lavoratori che giungono a gesti disperati, a giovani che si perdono, a donne che vivono come inaccettabile la loro emarginazione o subalternità” afferma il presidente Napolitano, facendo riferimento agli ultimi casi di suicidio che hanno visto protagonisti imprenditori e lavoratori in preda alla disperazione.

La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilita’ individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all’aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi” ha rilevato poi il Presidente della Repubblica,  avvertendo pero’ che “non c’e’ partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all’imperativo costituzionale del ‘metodo democratico’“.

E rivolgendosi al Movimento Cinque Stelle dice:  ”Apprezzo l’impegno con cui il M5s ha mostrato di volersi impegnare alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l’influenza che gli spetta: quella e’ la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento”.

Il presidente della Repubblica sottolinea la necessità di ”far progredire l’Europa unita, contribuendo a definirne e rispettarne i vincoli di sostenibilita’ finanziaria e stabilita’ monetaria, e insieme a rilanciarne il dinamismo e lo spirito di solidarieta’, a coglierne al meglio gli insostituibili stimoli e benefici”. E puntualizza l’importanza del lavoro svolto dai saggi in questi giorni:  “Non si puo’ negare, se non per gusto di polemica intellettuale, la serieta’ e concretezza” dei documenti messi a punto dai due gruppi di lavoro che si sono riuniti nei giorni scorsi al Quirinale”.

Per formare il nuovo governo, conclude il capo dello Stato ”la condizione e’ dunque una sola: fare i conti con la realta’ delle forze in campo nel Parlamento da poco eletto, sapendo quali prove aspettino il governo e quali siano le esigenze e l’interesse generale del paese. Sulla base dei risultati elettorali – di cui non si puo’ non prendere atto, piacciano oppur no – non c’e’ partito o coalizione (omogenea o presunta tale) che abbia chiesto voti per governare e ne abbia avuti a sufficienza per poterlo fare con le sole sue forze”.  Il Presidente, quindi, ha detto che è “necessaria l’intesa tra forze diverse che possano far vivere un governo oggi in Italia“, per dare “soluzioni condivise a problemi di comune responsabilità“. “L’orrore per le intese è segno di regressione“.

Napolitano ha poi ha ricordato la sua età avanzata, sottolineando che resterà al suo posto “fino a quando la situazione del paese e delle istituzioni me lo suggerirà e comunque le forze me lo  consentiranno“. Infine ha concluso il suo discorso con un “Viva il Parlamento, viva la Repubblica, viva l’Italia“.