I parroci di Melito Porto Salvo (RC) sull’Ospedale: “vogliamo la verità”

ospedale tiberio evoliI PARROCI

“….il valore della democrazia sta o cade con i valori che essa incarna e promuove: fondamentali e imprescindibili sono certamente la dignità di ogni persona umana, il rispetto dei suoi diritti intangibili e inalienabili, nonché l’assunzione del « bene comune » come fine e criterio regolativo della vita politica.” (cfr. Giovanni Paolo II – “Evangelium Vitae” 1995).

Purtroppo, “in questi tempi di crisi economica che sottrae risorse alla tutela della salute, occorre ripensare il ruolo di ospedali e strutture di assistenza per evitare che la salute, anziché un bene universale da assicurare e difendere, diventi una semplice “merce” sottoposta alle leggi del mercato, quindi un bene riservato a pochi.” (Benedetto XVI- Discorso alla XXVII Conferenza Internazionale PCOS).

La Chiesa sente di dover dare voce con immutato coraggio a chi non ha voce.

Noi Parroci della zona pastorale di Melito Porto Salvo vogliamo e dobbiamo essere voce della nostra gente, “emigranti della salute”, stanchi di dover “mendicare” altrove l’assistenza sanitaria che gli stessi hanno diritto di ricevere nella loro Regione. Il diritto alla salute ha lo stesso valore per tutti e deve essere garantito senza “se” e senza “ma”.

E’ giunto il momento di passare dalle manifestazioni di piazza ai fatti e alle decisioni assunte  nella Verità, perché i nostri cittadini hanno la stessa dignità dei cittadini delle Regioni c.d. “virtuose”. Chiudere un ospedale come quello di Melito P.S. significherebbe soltanto dare ragione a chi addita il Sud come esempio di inefficienza e di sprechi di cui disponiamo! La chiusura è sempre una sconfitta ma in questo caso è qualcosa che investe inesorabilmente gli ultimi e le fasce deboli, il malato nel suo stato ha bisogno di sicurezze di sentirsi amato e accolto. L’ospedale di Melito Porto Salvo è patrimonio di risorse umane e strumentali da valorizzare e potenziare perché sia fonte, non di sprechi, ma di vita e di rinascita per tutto il territorio.

Per questo, rivolgiamo un corale e sentito appello alle istituzioni competenti affinché trovino soluzioni costruttive, che garantiscano l’inviolabile diritto alla salute e il rispetto della dignità dei nostri cittadini.

Siamo consapevoli altresì che non spetta certamente a noi, attuare piani di risanamento o valutare progetti di rilancio e qualificazione dello stesso, non abbiamo le competenze, ma vogliamo anche noi avere certezze sul “Tiberio Evoli”, che non sia come lo è adesso un riesumare ciò che è ormai morto, bensi un piano di recupero e rilancio dello stesso, dove sopratutto la nostra gente dell’entroterra, possa trovare immediato soccorso e assistenza in casi di emergenza e dove si garantisca la qualificata assistenza e dove altresì il malato possa trovare il giusto sollievo fisico.  L’assistenza è un diritto e non un valore aggiunto o qualcosa da dover barattare al migliore offerente.

Adesso è arrivato il momento della verità, la nostra gente e noi vogliamo verità, le mezze parole e le promesse non servono più, abbiamo il diritto di conoscere quali decisioni si stanno paventando per questa struttura, che negli anni è stata il fiore all’occhiello della fascia Jonica. Siamo altresì certi che le istituzioni lavoreranno in sinergia per trovare soluzioni e non rattoppi al problema, e che tutto si farà nella presa di coscienza del bene degli ultimi e dei malati.