“Ho votato per il Movimento5Stelle ma ho sbagliato e non lo farò mai più. Vi spiego perchè”

MOVIMENTO 5 STELLEDi seguito pubblichiamo integralmente la lettera inviata in Redazione da Marco di Catania:
Sono una delle tantissime persone che alle elezioni politiche di febbraio ha votato per il movimento cinque stelle. E sono una delle (probabilmente) tantissime persone che non lo voterà ancora. Non ho mai trovato che ci fosse niente di male a cambiare idea, in generale, nella vita, anche se spesso si passa per qualunquisti, voltagabbana, opportunisti o insicuri. Mi preoccupano di più le persone che non cambiano mai idea, o che per orgoglio difendono quello che hanno fatto anche sapendo di avere sbagliato. Nel campo in questione non esiste il giusto o lo sbagliato, e posso solo esporre le motivazioni che mi hanno indotto a votare questo movimento e a rimanerne deluso, sospettando che come me molte altre persone abbiano compiuto lo stesso percorso, cosa che potreste far sapere tramite il sito stesso e confrontarvi. Non si tratta di un pentimento. Nella situazione precedente lo rifarei, perché ha dato una scossa ai partiti, che hanno cominciato a fare i conti con la realtà. Di fronte all’immobilismo politico, alla crisi mondiale e italiana e alla corruzione non mi era parso più accettabile continuare a votare le persone e i partiti tradizionali: tutti, a dispetto delle loro affermazioni, hanno partecipato allo stato delle cose, quasi tutti ci hanno guadagnato, sono spariti il giorno dopo le elezioni forti di un potere malinteso, cioè di potere acquisito con cui diventare distanti e più “alti”, e non un potere affidato al servizio.

grillo10-358x270Anche l’Europa ha deluso, con l’ossessione di un debito che sembra l’esigere di uno strozzino, che chiede ancora per avere il triplo, fingendo di offrire un aiuto che alla lunga ti strozza ancora di più. Mentre le banche vengono salvate e dispongono della capacità di stampare moneta a costo zero, per noi il solo fatto di avere in mano degli euro rappresenta un debito. E nessun partito sembra deciso a mettere in forse questo meccanismo. Allora potrebbe essere una buona idea votare il movimento 5 stelle per farlo governare e prendere le decisioni. Ma non mi pare, ogni giorno mi pare sempre meno, che sia in grado di farlo. La politica, da cui si sono vantati di essere estranei, è una cosa nobile, non una specie di furto. E’ una cosa che si impara col tempo e non solo avendo buona volontà. Ci vuole qualcuno che la insegni, che ti affianchi, o si rischia di fare danni. Il fatto stesso che non si voglia votare la fiducia ma andare avanti alla giornata non credo sia compatibile con il nostro ordinamento giuridico.

Beppe Grillo ha rifiutato di candidarsi, dicendo che era il mezzo per portare le persone in comunità. Ma adesso sembra comandarle a bacchetta. Quando una persona è eletta non è più legata come un vincolo sacro a ciò che è stato, altrimenti basterebbe un parlamento tipo Unione Sovietica. Non servirebbe davvero solamente una riduzione dei parlamentari, ne basterebbe uno, se l’idea è quella, come già detto di governare da soli. Ma la responsabilità della politica sta nell’intesa. Governare da soli cosa ha di democratico, se poi ci sono regole così ferree all’interno non dico di un movimento, ma di una persona che dice alle altre cosa fare, come è la mia impressione?

E poi, il rapporto con la stampa e i cittadini: se sono proprio i cittadini, come è vero, ad essere entrati a far parte del parlamento, cittadini per cittadini, perché non si parla con i rappresentanti della stampa? E’ l’unico mezzo per essere capiti e spiegare. Internet va bene, ma non è accessibile a tutti, nemmeno in termini di tempo. E poi se si vuole la trasparenza, perché poi non mandare in streaming anche i pranzi fra i parlamentari e Grillo?

Abbiamo parlato tanto e male della distanza della classe politica. Ma ora queste persone, come è capitato, non salutano una collega (è successo alla Bindi). Dove si finisce con questa idea di democrazia che toglie il saluto? Che sfugge alle domande e alle risposte? La gente che dovrebbero rappresentare più che mai non ha ancora un governo, è disorientata e sa che il 25% del parlamento non parla se non con mezzi ufficiali e stringati con loro. Mai c’è stata una distanza simile. Le buone intenzioni sono convinto ci siano tutte. Ma così davvero non si porta l’Italia da nessuna parte. O ci si sporca le mani e si fanno gli accordi, o si governa. Ma se si governa, bisogna essere in grado, e farlo con tante teste, non con una sola che impartisce gli ordini. E non sarebbe più democrazia“.