Catania: la DIA sequestra beni per 1 milione a boss già detenuto

diaIl Tribunale di Catania, Sezione Misure  di Prevenzione, accogliendo la proposta avanzata dalla Procura della Repubblica, tramite la Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, ha disposto il sequestro dei beni riconducibili a Roberto Russo, 58enne di Fiumefreddo di Sicilia, già responsabile tecnico-operativo della Aimeri Ambiente S.R.L. per la zona di competenza della A.T.O. CT 1 – JONIAMBIENTE, allo stato detenuto per delitti di mafia ed elemento di spicco del clan mafioso dei Cintorino, correlato al noto clan dei Cursoti, a sua volta gruppo gravitante nell’orbita del potente clan dei “Cappello/Bonaccorsi” di Catania.

Il Russo era stato già raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere nel maggio 2012 e, da ultimo, nel gennaio del 2013 per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso; di traffico di sostanze stupefacenti; per delitti in materia di armi, contro il patrimonio ed in materia ambientale nell’ambito dell’operazione “Nuova Ionia”.

In particolare, le indagini del Centro Operativo D.I.A. di Catania, nell’accertare, oltre ai delitti di associazione mafiosa e di spaccio di stupefacenti, altresì un complesso meccanismo di traffico illecito di rifiuti in forma organizzata,  diretto in prima persona da Russo Roberto, evidenziavano in capo allo stesso il ruolo di dirigente del citato clan e di manovratore, ad alto livello, di meccanismi volti all’ottenimento di illeciti profitti grazie all’infiltrazione mafiosa nel settore della raccolta dei rifiuti, sul territorio ricadente nella fascia dell’alto Jonio etneo.

Venivano peraltro svolti accertamenti volti a rilevare  la capacità reddituale del RUSSO Roberto e del suo nucleo familiare, i quali hanno permesso di identificare diversi cespiti patrimoniali che, benché formalmente intestati a prossimi congiunti del RUSSO, erano riconducibili alla sua effettiva titolarità.

Sono stati evidenziati forti profili sperequativi tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto, tali da fondare la presunzione, accolta dal Tribunale, di un’illecita acquisizione patrimoniale derivante dalle attività delittuose connesse all’organico e prolungato inserimento del RUSSO nella citata organizzazione delinquenziale.

In particolare, oltre al sequestro di un terreno con insistente una costruzione; di quota parte di un appartamento con garage, di una attività commerciale di bar-tabacchi, nonchè di due autoveicoli e di svariati conti correnti bancari e postali, il decreto ha avuto ad oggetto altresì:

  • la società “Alkantara 2001 Soc.Coop. Arl” la quale solo apparentemente risultava operante nel campo dei lavori stradali e costruzioni, avendo invece la medesima ottenuto l’aggiudicazione di lavori pubblici per la rimozione di microdiscariche;
  • quota della società “Mar Service Srl” operante nel campo della raccolta di rifiuti.

A mezzo di tali società il RUSSO operava direttamente nel settore della raccolta dei RSU, forte del potere di intimidazione derivante dalla sua appartenenza, con ruolo di rilevo, al clan mafioso CINTORINO-CURSOTI.

La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha pertanto eseguito il suddetto decreto su delega del Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, il quale ha ritenuto, su conforme richiesta della Procura, che sussistesse grave pericolo di dispersione dei beni indicati. Il patrimonio sequestrato ammonta a circa un milione di euro.