Calabria, analisi sul turismo in occasione del “Road show” di Federturismo Confindustria

federturismoLa redazione di un documento sintetico e chiaro che elenchi le esigenze degli operatori turistici da proporre alle istituzioni, che a loro volta dovranno attivarsi per rispondere a tali urgenze. È questo il risultato che scaturirà a fine maggio, periodo in cui Federturismo Confindustria concluderà il suo “Road show” messo in campo in occasione dei suoi vent’anni. L’organismo infatti, per celebrare questa importante ricorrenza ha deciso di incontrare regione per regione gli addetti ai lavori, ovvero tutti quei soggetti  che realmente costruiscono turismo nel Bel Paese. Ed insieme a loro capire quali sono le criticità da eliminare e quali invece i punti da potenziare per rimanere competitivi in questo settore che, come altri, risente della recessione globale.

La tappa calabrese è stata ospitata nella sede di Confindustria di Reggio Calabria dove imprenditori del ramo, hanno ascoltato l’analisi di Josep Ejarque, riconosciuto come uno dei maggior esperti nel campo del marketing turistico.  «Analizzando la situazione calabrese – ha esordito Ejarqueil problema nodale è che manca un prodotto definito; nel senso che manca il piano chiaro dei servizi che la Calabria può offrire al possibile turista. Non si deve vendere più un territorio, oggi si deve vendere una serie di servizi all’interno di un territorio. Non solo – ha chiosato – si continua a lavorare con un tipo di promozione che non funziona più, poiché datata e per nulla efficiente».

Focalizzate queste masse che impediscono il flusso naturale dello sviluppo turistico, Giuseppe Nucera, componente della giusta nazionale dell’organismo confindustriale, ha evidenziato come la Calabria «necessiti tempestivamente di eliminare queste criticità per mettersi sullo stesso piano delle aree del Nord Africa,  considerate ormai i nuovi competitor nel settore turistico che al momento riscuotono più successo di domanda sul Mediterraneo. Dobbiamo essere pronti alle nuove sfide che il settore dovrà affrontare, non solo quelle legate all’emersione di nuovi territori, ma anche nel proporre in maniera adeguata la Calabria alle lenti internazionali. Penso all’Expo 2015 che potrà essere una vetrina fondamentale per questa regione. Noi operatori – ha proseguito Nuceradobbiamo cercare di rompere gli schemi, dobbiamo pretendere che nei luoghi strategici che riguardano per esempio la promozione turistica, ci siano persone capaci e preparate che firmino azioni mirate allo sviluppo dell’intero comparto. Inoltre, alla politica, accompagnati da questo documento che vedrà la luce tra poco,  dobbiamo fare delle richieste chiare se vogliamo realmente essere competitivi. Abbiamo bisogno – ha poi concluso l’esponente di Federturismoche zone importanti delle città siano destinate alle strutture ricettive e non agli uffici, che i collegamenti per la Calabria siano più efficienti  ed economicamente accettabili, che gli istituti di credito possano volentieri sposare nostri progetti, che la nostra azione possa creare occupazione e benessere generale per il territorio, di questo abbiamo bisogno questo dobbiamo pretendere».

 Antonio Barreca, direttore generale di Federturismo, ha invece posto l’accento sull’importanza strategica del “Road show” «al fine - ha dichiarato – di creare azioni che possano rispondere ai reali problemi delle varie regioni. Il documento che presenteremo  sarà diviso in due parti: una che inquadrerà la situazione turistica nazionale e una composta da venti capitoli, uno per ogni regione d’Italia. Tale atto verrà poi presentato alle varie istituzioni preposte che dovranno cercare di eliminare i problemi evidenziati dagli operatori».

Operatori che, nello specifico, non hanno mancato di sottolineare le varie difficoltà legate al territorio calabrese evidenziandone una su tutte:  la logistica. Scarsa, troppo scarsa, per poter guardare al futuro con serenità. La situazione delle linee di collegamento con la regione bruzia è realmente drammatica, e questo impedisce a tutto il sistema turistico di investire e produrre.

Registrato ciò, Josep Ejarque ha continuato con la sua relazione, sottolineando che la Calabria deve puntare su due filoni cardini, ovvero la competitività e l’attrattività. «Un dato negativo ad esempio, che riguarda tutto il territorio calabrese, è caratterizzato dalla scarsa o improduttiva presenza sul web. L’offerta turistica – ha continuato l’esperto – deve cambiare col mondo, deve camminare con i cambiamenti sociali. Se si vuole offrire, per esempio, una vacanza familiare, si deve tener conto che il concetto di famiglia non è più quello di trent’anni  fa. Non solo, i valori aggiunti presenti in maniera cospicua in questa regione devono essere valorizzati. Le diversità delle varie provincie e anche delle coste, devono balzare subito agli occhi del turista. È il prodotto indifferenziato la causa dell’abbassamento dei costi. Quest’ analisi – ha concluso Josep Ejarquespero che servirà a darvi stimoli e a focalizzare meglio i problemi in ambito turistico di questa regione, per poi trovare le adeguate soluzioni».