Cafiero de Raho: “la camorra è ormai assediata dallo Stato, sta per essere sconfitta. La Campania sta risorgendo”

news_foto_31876_de_Raho_cafieroChi muore per mano del terrorismo o della camorra deve essere sempre ricordato. Che sia un nome che venga ricordato, in luoghi come una strada, un’universita‘”. Lo dice con foga, presentando il libro del giornalista Raffaele SardoCome nuvole nere. Vittime innocenti“, il neo procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho. “Non e’ piu’ il momento di avere paura, dobbiamo continuare e sforzarci. La camorra sta per essere battuta. E’ vero, c’e’ la camorra a Secondigliano ma e’ ormai e’ assediata dallo Stato. La giustizia sta ricoprendo un ruolo importante, come magistratura e forze dell’ordine devono farsi sentire vicini ai cittadini“, continua. Cafiero de Raho, pm che firmo’ l’indagine che porto’ al processo Spartacus I, poi procuratore aggiunto con delega alla Direzione distrettuale antimafia partenopea, non ha dubbi sul valore di libri come quello di Sardo: “Si tratta di storie reali. Spetta al magistrato intervenire perche’ episodi tali non si verifichino piu’. Le vostre storie ci aiutano ad essere piu’ forti. Di fronte a fatti del genere non bisogna tacere, bisogna ricordare, non commuoversi ma muoversi“. “Sto per andare via -aggiunge – ma resto legato a questa citta’. Questa e’ la mia terra che sta risorgendo. C’e’ il senso della liberta’ e questo e’ uno Stato che difende il diritto, perche’ non si verifichino piu’ questi fatti“. Gli fa eco Franco Roberti, procuratore a Salerno, e prima di Cafiero de Raho coordinatore della Dda napoletana. “Anche se ci sono differenze tra camorra e terrorismo, dalla parte delle vittime non ci sono, sono tutte di vittime innocenti – dice – la presenza dei familiari ci perseguita. La sentenza che viene decisa e’ in nome del popolo ma soprattutto in quello dei familiari e dei parenti. Ci sono tante altre storie, oltre a quelle ricordate nel libro, di vittime innocenti, che non vengono piu’ ricordate. Nessuna deve essere dimenticata. Il terrorismo e’ stato sconfitto, perche’ non ancora la camorra e le mafie? Perche’ sono molto radicate nel territorio. Ci manca poco e’ vero. Ci vuole un supplemento di sforzo. Ci sono ragioni di fondo perche’ la mafia esiste, ragioni sociali che devono ancora essere superate. Se si riuscira’ a fare fronte comune, sono convinto che le mafie possono essere sconfitte, o quantomeno ridotte, contenute. E’ importante fare fronte comune, con la memoria che cementa la volonta’ di tutti a reagire insieme. La memoria e’ l’unica vera arma“.