Barcellona Pozzo di Gotto, il futuro economico del Comune è a forte rischio

collicaUn resoconto dettagliato che racconta la difficile situazione finanziaria del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, località in provincia di Messina, è stato stilato dal sindaco Maria Teresa Collica, dalla dott.ssa Elisabetta Bartolone, dirigente del settore economico finanziario del Comune, e dall’Assessore al Bilancio, dott.re Cosimo Recupero. La relazione, diffusa oggi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Longano, mette nero su bianco dati, cifre e atti concreti che dimostrano la difficile  situazione finanziaria dell’Ente comunale. Al fine di consentire a tutti i cittadini di ben comprendere alcune delle difficoltà che stanno caratterizzano l’Amministrazione Collica, lo stesso sindaco ha ritenuto doveroso rendere nota  la situazione di impasse dell’Ente. Un Comune costretto a fare i conti con lo sforamento del Patto di Stabilità e con una crisi finanziaria che non ha precedenti. Sul Patto di Stabilità, cosi come ha dichiarato il primo cittadino, il Comune ha presentato ricorso per vie amministrative.  Il prossimo 19 giugno, giorno del verdetto definitivo, si saprà se il Comune sarà sanzionato o meno. Come ha sottolineato il sindaco, la situazione difficile in cui la nuova Amministrazione, insediata da poco meno di un anno,  ha trovato le casse del Comune, inciderà non poco sul futuro della città. Se dovesse perdurare questa situazione, cosi come ha affermato il sindaco, verranno garantiti solo i servizi essenziali, con ulteriori aumenti a discapito della collettività.

 Di seguito i dati forniti dall’Amministrazione

1) Situazione ereditata all’atto dell’insediamento dell’attuale Amministrazione:

La situazione economico-finanziaria ereditata dalla precedente Amministrazione è gravissima. Da un lato è vero che il meccanismo dello sforamento del patto di stabilità è fortemente contestabile (incidendovi anche le spese di investimento), tuttavia è stato un grave errore non averne tenuto conto soprattutto da quando il decreto legge n. 16 del 2012 ha imposto una sanzione del 100%. Fino a quando la sanzione era solo del 3% delle entrate correnti, infatti, gli effetti dello sforamento, seppure nefasti per il bilancio comunale, risultavano quantomeno contenuti, ma dal 2012, la gravità della sanzione prevista avrebbe dovuto consigliare una brusca frenata delle spese o dei pagamenti in conto capitale, come è stato fatto in moltissimi comuni, e invece nel primo semestre del 2012 l’amministrazione Nania ha pagato spese in conto capitale per oltre 5.600.000 euro senza per altro curarsi di sbloccare l’attività degli uffici tecnici per migliorare la riscossione delle entrate in conto capitale (Titolo IV: concessioni edilizie ordinarie e in sanatoria) che pure incidono sul patto.

2)Scelte obbligate per l’attuale Amministrazione:

Al momento del nostro insediamento gli obiettivi del patto risultavano sforati per oltre 8 milioni, diventati al 30 giugno 2012 10.531.000. Di fronte a tale situazione c’è stato pertanto poco da poter programmare e si è piuttosto dovuto procedere ad un immobilismo volontario, bloccando le spese per investimenti, al fine di arginare il disastro. Fra tagli alla spesa corrente e blocco delle spese per investimenti a dicembre 2012 lo sforamento è stato ridotto a 5 milioni e 260.000 euro, tenendo anche conto della sospensione della sanzione (862.000 euro) e dell’accertamento convenzionale relativo all’entrate dell’IMU (400.000 euro).
La scelta di bloccare la spesa è stata sicuramente impopolare, soprattutto per una nuova amministrazione, che ha rischiato di apparire incapace di attivismo amministrativo, ma che è stata invece ponderata per evitare una situazione di non ritorno e sperare nel futuro.
3)Operazioni attivate durante le more sulla sorte della sanzione:
Per stemperare gli effetti del patto si è innanzitutto aderito al c.d. Patto orizzontale nazionale previsto dalla legge 44/2012 chiedendo spazi finanziari per sei milioni di euro che (considerato lo sforamento finale) ci avrebbero consentito di evitare quest’anno lo sforamento. Purtroppo però lo spazio concesso è stato solo di 789.000 euro.
Non è rimasto pertanto che recuperare le somme.
Si è così agito in tre modi:

a)riducendo la spesa: con una serie di tagli, solo a titolo esemplificativo: si è inciso per la prima volta su alcuni fitti del comune (circa 100.000 euro), si sono risparmiati anche 150.00 euro sugli incarichi legali rispetto al 2011 grazie alla politica delle transazioni praticata nei soli sette mesi da Giugno a Dicembre; si è cambiato gestore dell’energia elettrica; modificando il metodo di calcolo dell’IRAP si è ottenuto un risparmio di circa 300.000 euro; si è tagliato il ricorso ad alcune cooperative esterne nell’ottica della internalizzazione dei servizi. Il mancato rinnovo del contratto di pulizia degli impianti sportivi e l’aumento delle tariffe degli impianti, scelte chiaramente impopolari, ci hanno fatto evitare una sanzione di 320.000 euro (tariffe a cui tra l’altro siamo riusciti a porre già rimedio all’inizio di questo anno una volta risolto il problema di ente strutturalmente deficitario che ci esponeva a quella sanzione). L’amministrazione Nania avrebbe dovuto rivedere le tariffe dei servizi a domanda individuale garantendo la copertura minima del 36% già dal gennaio 2012, essendo stati per tempo avvisati dalla Dirigente Bartolone nel 2011.

b)incidendo sulle entrate: si sta intervenendo sull’aumento delle entrate attraverso una seria lotta all’evasione, presupposto indispensabile per una più equa distribuzione del carico delle tasse. In particolare l’acquisto di alcuni software per i tributi, per l’edilizia privata e la sanatoria, che permetteranno anche di incrociare i dati delle varie banche dati comunali; la delibera per la fissazione del valore delle aree edificabili; il miglioramento del funzionamento degli uffici che ha aumentato l’introito delle concessioni edilizie; saranno misure utili per un decisivo recupero di somme.

c)bloccando i pagamenti: dopo giugno sono stati autorizzati pagamenti solo se bilanciati da incassi (in tutto 1.982.000 euro).

4)Problemi legati al rinvio della sentenza sul patto di stabilità:

La speranza che la situazione si sbloccasse il 26 marzo 2013 è venuta meno, dal momento che la sentenza della Corte Costituzionale è stata rinviata al 19 giugno 2013.
Ciò blocca sostanzialmente la possibilità di procedere al bilancio preventivo entro il 30 aprile 2013. Ad oggi, nonostante gli sforzi fatti, dovremmo tener conto della sanzione del 100% per il patto (5.260.000 euro), alla quale si aggiunge un taglio per la spending review che comporterà una riduzione di entrate per il nostro Comune da 800.000 a 1 milione di euro circa, il debito fuori bilancio di 900.000 euro di cui alla sentenza Raymo e l’impossibilità, dall’anno 2013, di utilizzare i proventi delle concessioni edilizie (900.000 euro nello scorso esercizio) per coprire la spesa corrente.
Se a questa somma si sottraggono i maggiori incassi IMU di 3.600.000 euro ad aliquota invariata, e ad entrate invariate uguali resta una cifra di 4.300.000 circa, da recuperare entro l’anno e quindi una situazione di gravissima sofferenza. Va aggiunto che da quest’anno non potranno essere più utilizzati per compensare la spesa corrente neanche gli oneri di urbanizzazione. Inoltre, le somme derivanti dalle alienazioni non potranno più essere utilizzate per coprire i debiti fuori bilancio (v. per es. sentenza Raymo), ma solo per spese di investimento.
Né è pensabile di aumentare le aliquote dell’IMU al massimo in un ipotetico bilancio immediato pensando di riabbassarle successivamente in caso di esito positivo della sentenza di giugno, poiché ad oggi il termine per determinare in maniera definitiva le aliquote è quello del 23 aprile.
Al momento risulta inoltre impossibile poter tener conto, ai fini di un bilancio di previsione immediato, della sospensione della sanzione per il 2012 sulla scia di quanto è accaduto per il 2011, poiché il decreto avverso il quale chiedere la sospensiva viene esitato solitamente verso settembre.

SITUAZIONE ODIERNA
Al momento, in mancanza di Bilancio di previsione e sulla scorta di quanto finora esposto, non possiamo agire nemmeno in dodicesimi, essendo certi della mancanza di parte delle entrate rispetto al 2012, per cui può essere garantito solo il finanziamento dei servizi essenziali.

CONCLUSIONE
A questo punto resta da sperare o in un anticipo della decisione della Corte Costituzionale (a tal fine si sta stimolando il Presidente della Regione ad attivare istanza di prelievo della sentenza investendo l’Avvocatura regionale), che in un senso o nell’altro garantirebbe certezza nelle operazioni successive, ovvero in un ancora più plausibile intervento del legislatore che riduca la sanzione prevista per lo sforamento del patto. A quest’ultimo fine si farà pressione sull’intera deputazione regionale e si sta coinvolgendo l’ANCI regionale e nazionale per una battaglia che accomuna molti enti locali.

La realtà, vera, è che da ora in poi tutti nella città del Longano saranno costretti a stringere la cinghia. Una situazione difficile, con il rischio dissesto sempre dietro l’angolo.