Reggio, il comune fa chiarezza sulla Multiservizi: “la sua fine era una scelta obbligata”

logomultiserviziPubblichiamo integralmente la nota diffusa dal Comune di Reggio Calabria:
Con riferimento a notizie di stampa secondo le quali i sindacati avrebbero affermato che i commissari straordinari “stanno operando in mala fede” sulla vicenda Multiservizi, che dal provvedimento del Commissario Straordinario per la razionalizzazione della spesa si evincerebbe che privatizzando i servizi si sarebbero prese lucciole per lanterne e che ciò comporterebbe una lievitazione dei costi rispetto a quelli sostenuti per il corrispettivo alla Multiservizi, va precisato che in esse non si dà conto di alcune rilevanti circostanze.

Anzitutto Multiservizi è una società sciolta di diritto dalla precedente amministrazione nel luglio 2012 in applicazione della normativa statutaria che prevedeva tale scioglimento a seguito dell’accertamento di tentativi di infiltrazione mafiosa nella compagine del socio privato.

Questa circostanza e la contestuale mancata adozione da parte della precedente amministrazione di altre misure dirette a garantire che i servizi non continuassero ad essere erogati dalla società già sciolta di diritto, imponevano le recenti decisioni assunte in ordine all’affidamento del servizio a terzi previo urgente esperimento delle procedure di legge.

La normativa che prevedeva la possibilità di presentare un piano di razionalizzazione delle partecipate e di non procedere alla privatizzazione del servizio era entrata in vigore il 15.8.2012 e prevedeva un termine per la presentazione del piano di novanta giorni (sessantuno già decorsi al momento dell’insediamento della Commissione senza che fosse stato predisposto alcunchè).

Il termine per la presentazione del piano scadeva quindi il 13.11.2012 e il piano venne prodotto dalla struttura competente, nell’imminenza della predetta scadenza, alla commissione che, appena insediata, doveva confrontarsi con le più svariate emergenze, tra le quali la scadenza dei termini per la presentazione di vari progetti a pena di decadenza dei relativi finanziamenti, la mancata predisposizione da parte della precedente amministrazione del bilancio di previsione 2012 nonché dei relativi allegati, e la necessità di procedere alla verifiche e di adottare le misure richieste dalla Corte dei Conti nell’ambito dell’allora attiva procedura di dissesto guidato.

Senza entrare nel merito delle valutazioni espresse dal commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa, la mancata autorizzazione del piano di costituire una nuova società nella quale accorpare la SATI e cui affidare gli stessi servizi già curati da Multiservizi, è stata comunque determinata dalla ritenuta insufficiente dimostrazione del risparmio di costo da essa garantita rispetto a quella di acquisizione sul mercato dei relativi beni e servizi.

Con delibera del 5.3.2013 la Commissione ha formulato atto di indirizzo finalizzato a che la scelta di affidamento al mercato dei servizi già gestiti da Multiservizi garantisca un risparmio di spesa rispetto a quella comportata dal contratto di servizio a suo tempo sottoscritto con la sciolta società mista.

In conclusione, la cessazione dell’attività di Multiservizi e il suo affidamento al mercato era scelta obbligata imposta dall’infiltrazione della criminalità organizzata nella compagine del socio privato e dalla normativa sulla spending review.

E’ necessario uno sforzo comune per individuare soluzioni ispirate a criteri di efficienza ed economicità che consentano di ottenere risparmi da trasferire a beneficio della collettività, mentre non è utile evocare una mala fede contraddetta dalle risultanze documentali.


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