Tendopoli allestita nella Piana di Gioia Tauro ma resta sfruttamento

tendopoli-rosarnoIl problema dei migranti impegnati nella raccolta delle arance nella Piana di Gioia Tauro non si e’ ancora risolto del tutto. Provocatoriamente il sindaco di San Ferdinando, Domenico Madafferi, aveva emesso un’ordinanza di sgombero per abbattere gli alloggi di fortuna che i migranti avevano allestito, non trovando altre sistemazioni. “E‘ una battaglia di civilta‘”, ha sempre sostenuto. Oggi qualcosa e’ migliorato, anche se in ritardo. Sono state allestite due tendopoli, e proprio in questi giorni Madafferi ha dato esecuzione a quel l’ordinanza di sgombero. I siti verranno smantellati entro il mese di maggio, come promesso da, prefetto di Reggio Calabria Vittorio Piscitelli. Ma non e’ tutto risolto. “Il Ministero dell’Interno ha mandato le tende, e sono state montate dai volontari della Protezione civile. Ma non abbiamo avuto altro aiuto“, lamenta il sindaco di San Ferdinando Domenico Madafferi che nel suo comune ospita le tendopoli per i migranti. “La Regione -continua- non ha voluto sborsare un euro eppure intasca i fondi del Pon Sicurezza. Materiale edilizio, benzina per i mezzi, pasti per i volontari sono stati tutti a carico del Comune“. Il primo cittadino del Comune nella Piana di Gioia Tauro e’ stato sentito in Procura a Palmi di recente. “Lo Stato – conclude con amarezza – non esiste, questa e’ la verita’. Si comporta come nel 1870“. L’anno scorso il ministro Andrea Riccardi passo’ da Rosarno e San Ferdinando promettendo progetti per l’integrazione dei migranti sul territorio. Ma a Madafferi non risulta che ci sia stati seguito a quegli impegni. Il sindaco di San Ferdinando lamenta ancora: “Riccardi si e’ negato. Gli ho mandato diverse lettere alle quali non ha mai risposto“. Per il presidente di Coldiretti Calabria Pietro Molinaro, “il problema non e’ l’accoglienza o la sussidiarieta’. Bisogna andare all’origine del problema che e’ economico“. L’associazione agricola si sta battendo da tempo per avere una filiera delle arance adeguatamente remunerata. “Il problema dei migranti nella Piana di Gioia Tauro ha un cognome ed e’ quello delle multinazionali delle bibite gassate che comprano le arance a 6-7 centesimi a cassetta. Se continua cosi’ ci sara’ sempre lo sfruttamento“. Secondo il presidente della Coldiretti calabrese, il calcolo per potere garantire la giusta remunerazione a tutti i soggetti della filiera dovrebbe essere di 15 centesimi. “Abbiamo lanciato la provocazione al management della Coca Cola di venire in Calabria a spese nostre e fare chiarezza insieme. – ha aggiunto MolinaroQuando i vertici hanno incontrato il ministro Catania e il presidente della Regione Scopelliti hanno fatto solo belle parole, tante promesse di non lasciare la Calabria perche’ il succo e’ il migliore, questo e’ vero, ma non sono seguiti i fatti“. Molinaro lamenta le “forti pressioni che le multinazionali hanno fatto a Bruxelles per non approvare la legge sponsorizzata in Italia che innalza il contenuto minimo di succo nelle bevande gassate“. Coldiretti continua a chiedere alle istituzioni europee tre tipologie di intervento. Il primo e’ “bloccare la catena dello sfruttamento approvando e facendo applicare quella legge“. Il secondo e’ “rendere obbligatoria sull’etichetta l’origine del prodotto, perche’ oggi stanno spacciano per italiano il succo che arriva dal Brasile“. Infine, riequilibrare la filiera con gli elementi economici. “Le multinazionali – ha concluso Molinarorubano ai loro clienti perche’ fanno pagare un euro una bibita con appena 0,3 centesimi di succo“.


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