Storie di coraggio femminile a confronto alla Calipari

L’entusiasmo dei ragazzi coinvolge lo spettatore al convegno organizzato dalla Fondazione Giovanni Filianoti, in occasione del quinto anniversario della morte dell’imprenditore ucciso a colpi di pistola la sera del primo febbraio 2008, mentre faceva rientro a casa. La prima parte dell’appuntamento ha i colori dell’infanzia. Sono “I colori della legalità” il concorso organizzato dalla Fondazione in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri e che ha visto coinvolti gli studenti delle scuole elementari. A vincere e fare la differenza nel loro impegno soprattutto i ragazzi delle scuole della provincia. A seguire i toni diventano quelli dell’incontro-dibattito “L’amore non ha padroni”. Ad aprire l’appuntamento Natalia Filianoti (figlia di Giovanni) che lascia poi la parola Angela Iantosca (giornalista e scrittrice). Sul palco ci sono: Alessandra Cerreti (Sostituto Procuratore presso la Procura di Reggio Calabria), Giulia Dieni (Avvocato), Marisa Garofalo (sorella di Lea collaboratrice di giustizia, uccisa nel 2009), Deborah Cartisano (figlia di Lollò Cartisano sequestrato dalla ’ndrangheta e morto nel 1993), Gabriella Neri (cugina di Francesca Alleruzzo, vittima della follia omicida dell’ex marito), una rappresentante di SEN (Associazione Stefania Noce uccisa nel 2011 dall’uomo che diceva di amarla), e poi ancora la voce di Francesca Prestia (cantastorie) e di Alessandra De Liguoro (attrice). Si parla di donne, di una società spesso malata, ma in cui ancora parlarne è tabù. “Ci sono donne che non possono avere una storia d’amore. Ci sono donne che non possono esprimere la propria opinione. Ci sono donne che devono nascondere i loro corpi. Ci sono donne che devono negare ogni giorno la propria femminilità. Ci sono donne che vivono trincerate, soffocate dai propri familiari, donne costrette ad essere solo mamme e mogli, costrette ad amare chi è stato loro imposto. Ci sono donne che ogni giorno dicono di “no” alla vita, non ascoltano la propria anima e considerano naturale, necessario, dovuto, giusto ciò che viene loro imposto. E ci sono uomini che, accanto a loro, vogliono queste ombre. In Italia e nel mondo. In Occidente e in Oriente. Oggi come ieri. Nascosti dietro le parole emancipazione, globalizzazione, libertà, quotidianamente nel nostro Paese si consumano drammi, si versano lacrime, si indossano maschere, si recitano ruoli. Ruoli dettati da leggi non scritte che limitano il diritto alla vita. Sono queste le donne che vogliamo? Sono queste le compagne che volete? In nome di chi o di cosa alcune donne non sono libere di sognare?”. Un momento di confronto anche dai toni forti, quando ciascuna racconta la sua esperienza. Un pubblico attento per un momento di confronto, trasparente quanto coraggioso. L’evento ha visto la collaborazione dell’Agenzia Generale Ina Assitalia di Reggio Calabria e le associazioni: “Museo della Ndrangheta”, “Libera”, “Stopndrangheta”, “Se Non Ora Quando” e “Tutto Qui”. A seguire un breve stralcio della cerimonia iniziale del convegno. (L’intera manifestazione è stata seguita in diretta streaming – Cufari.it – per rivederla clicca qui)


Valuta questo articolo

No votes yet.
Please wait...


INFORMAZIONI PUBBLICITARIE