Reggio, lo sfogo dei rilevatori del censimento Istat: “mai pagati dal Comune”

Di seguito pubblichiamo integralmente lo sfogo inviato da Barbara Latella, coordinatrice comunale dei lavori per il censimento:

A circa una anno dalla conclusione dei lavori di rilevazione inerenti il XV Censimento della popolazione e delle abitazioni indetto e coordinato dall’Istat nel periodo tra ottobre 2011 ed aprile 2012, e gestito a livello locale da numerosi comuni italiani, tra cui il Comune di Reggio Calabria, a mezzo dell’U.O. Statistica e Qualità dei Servizi, pur nella consapevolezza del triste e gravoso momento storico che la nostra città sta attraversando, precipuamente rispetto all’ambito finanziario, ritengo necessario, per quanto in nostro diritto, suscitare quantomeno un minimo interesse – per quanto di questi tempi possa sembrare presuntuoso – rispetto al pagamento dei compensi spettanti ai rilevatori esterni reclutati dallo stesso Comune per lo svolgimento delle operazioni relative.
E già, perché sia pur appartenendo ad una “indifferente” risorsa, una risorsa per così dire “usa e getta”, precaria e costretta ad accettare qualsiasi incarico, per quanto gravoso e sottopagato,molto spesso di gran lunga inferiore a quelli che sono stati i nostri studi e sono spesso i nostri bagagli culturali e professionali, riteniamo doveroso reclamare il rispetto dei nostri legittimi diritti, a fronte di un lavoro svolto con serietà e correttezza, con puntualità e professionalità, nonché grande spirito di sacrificio. Diritti che sino ad oggi riteniamo siano stati abbondantemente mortificati nel dover elemosinare i nostri compensi, trascorrendo gran parte del nostro tempo tra i vari uffici comunali, dai quali, ad oggi, abbiamo ricevuto solo inutili promesse, puntualmente disattese.
Mi permetto di significare quanto segue oltre che nel mio stesso interesse – in qualità di Coordinatrice Comunale in occasione del Censimento – anche a nome di una rappresentanza dei rilevatori e dei coordinatori : ragazzi, per lo più laureati, ma anche madri e padri di famiglia costretti a tirare la cinghia a fine mese, che hanno ben poco per potersi permettere di essere “choosy”, ma che ritengono abbondantemente bypassata la soglia di tollerabilità di tali inspiegati e ingiustificabili ritardi. Ingiustificabili soprattutto in ragione del fatto che le somme relative ai nostri compensi, per quanto confermato anche dall’Istat, sono state già da tempo devolute al Comune, affinchè provvedesse alla loro corresponsione. Somme, dunque, “vincolate”, che, a dispetto dei nostri sacrifici, ci chiediamo che destinazione abbiano avuto o, se vogliamo, quale gravosa difficoltà comporti l’iter di accredito delle stesse somme sui nostri conti. Dopo varie e numerose richieste, appuriamo che l’Ufficio Statistica ha provveduto all’emissione dei relativi provvedimenti, per quanto di propria competenza, sia per il pagamento di un acconto del compenso pari al 70% (come già evincibile da delibera comunale n. 3160 del 30.11.2012), sia per il restante 30%, quantificato solo ad avvenuta convalida dei questionari da parte dell’Istat. E allora: quali altri meccanismi, che probabilmente non è dato conoscere, se non in via del tutto approssimativa, ostano ancora al definitivo pagamento???
Notizie più recenti, acquisite anche a mezzo della CGIL da noi interpellata, prevedono che tra circa 15 giorni verranno corrisposti i pagamenti. Tuttavia il competente ufficio comunale riferisce di aver avuto indicazioni rispetto al pagamento del solo 70%, a titolo di acconto. Quanto dovremo attendere poi per poter accedere al restante 30%??? Significherà ripetere nuovamente le stesse trafile, le stesse umili richieste di audizione puntualmente rimandate??? Lottare ancora per ciò che è un nostro sacrosanto diritto, tra i numerosi che ad oggi (primo fra tutti quello al lavoro) siamo costretti a veder violati???Peraltro già dal 2009 alcuni tra gli stessi operatori del Censimento, tra cui la sottoscritta, hanno svolto indagini per il Comune di Reggio e per conto dell’Istat, per le quali, ad oggi, non è stato mai pagato alcun compenso, nonostante regolarmente pervenuto nelle casse comunali e altrettanto “vincolato”!!! E’ legittimo allora chiedersi che fine abbiano fatto anche quelle somme e quando verranno mai corrisposte??? Viviamo in un contesto in cui non è sufficiente adire le vie legali per risolvere i conflitti, perché nonostante tutto, procedere legalmente, allo stato dei fatti significa solo attendere tempi immemorabili nell’utopica speranza di poter veder tutelati, un giorno forse troppo lontano, i propri diritti. Tra le tante strade intraprese, pertanto, riteniamo doveroso tentare anche questa carta, in attesa di ricevere riscontri concreti ad una situazione non più tollerabile né ulteriormente procrastinabile.
Gran parte delle somme che riceveremo, peraltro, paradossalmente tornerà nelle casse del comune, a fronte dei numerosi aggravi tributari imposti di recente. Potremmo domandarci e soprattutto domandare a chi di competenza come far fronte a tali richieste di pagamento, se per ottenere quanto ci spetta dobbiamo “supplicare” ciò che ci spetta di diritto! Pagare, dunque, al nostro stesso debitore??? Non è un caso isolato il nostro, è chiaro… la città ha ben altri e più gravi problemi, no??? Ma è assolutamente doveroso che chi ne ha il potere ed i mezzi per poter provvedere, prenda in esame anche la nostra questione, per troppo tempo sottaciuta.


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