Muos di Niscemi, Trizzino: “per lo stop basterebbe firma Crocetta”. Docente incaricata da USA: “ho cercato invano governatore”

Il Muos di Niscemi

Il Muos di Niscemi

Ormai è bufera piena attorno al controverso impianto Muos di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. I comitati sono sul piede di guerra (leggi qui), e dalla loro parte in maniera attiva anche gran parte delle forze politiche. Insomma questo Muos chi lo vuole, e perché non vengono bloccati i lavori, ci si chiede da più fronti.

Pippo Digiacomo (PD), presidente della commissione Sanità, parla di ”interessi di miliardi e miliardi di dollari intorno al Muos, di ostilità da parte del governo nazionale e degli Usa. Hanno tutto l’interesse a nascondere il grave rischio per la salute dei siciliani, e non solo per i 30mila abitanti di Niscemi”. Digiacomo, nato a Comiso, poche decine di chilometri da Niscemi, punta il dito contro “l’alta burocrazia“, e invita il presidente Crocetta a prendere “decisioni importanti“.

Sulla stessa linea Giampiero Trizzino (M5S), della commissione Ambiente, che però si dispiace dell’assenza di Crocetta oggi all’Ars. “Basta una firma per fermare il Muos definitivamente“, afferma Trizzino, che si pone sulla stessa linea del collega del PD, invitando all’azione il Governatore. Entrambe le commissioni, in seduta congiunta, hanno dichiarato che  ”ci sono tutte le condizioni per fermare per sempre la costruzione del Muos”. Ricordiamo che l’unico provvedimento ufficiale preso fino adesso dalla Regione, è stata una mozione che impegnava il Governo a sospendere i lavori, in attesa dei pareri dell’Istituto superiore di sanità e dell’Enav. Il Muos infatti potrebbe danneggiare non solo sulla salute dei cittadini, ma anche influire negativamente sui sistemi radar del vicino aeroporto di Comiso, in provincia di Ragusa, in procinto di essere inaugurato.

Intanto si scopre che i professori dell’Università di Palermo Patrizia Livreri e Luigi Zanforlin, che nel 2011 stesero una relazione che dichiarava gli impianti del Muos non dannosi per la salute, furono ingaggiati da una società americana. Più precisamente dalla Urs Milano, che fa capo alla Urs Corporation di San Francisco, California. La Livreri, che ha difeso il lavoro suo e del collega di fronte alle commissioni parlamentari, afferma però di non sapere chi abbia incaricato la Urs dello studio. Il lavoro, contestato dal Politecnico di Torino, si è basato su dati che però non sono stati presentati dalla Livreri. “Se le commissioni li vogliono, devono presentare richiesta ufficiale“, ha affermato l’esperta di onde elettromagnetiche. La stessa ha inoltre rivelato di aver provato a contattare il Governatore Crocetta un mese fa circa, senza successo. “Avrei voluto dargli delle informazioni sul Muos, ma non ho avuto riscontro – ha dichiarato -. Ho provato a contattare anche il ministro degli Interni e la Presidenza del consiglio, invano”.

L’esperta in ogni caso difende le sue posizioni, ritenendo il Muos un “innovativo sistema di comunicazione“, e non un “sistema d’arma di difesa“. Inoltre è molto critica nei confronti della situazione attuale, che definisce una “farsa”, affermando che “se si vuole veramente intervenire, la Regione siciliana discuta della vicenda Muos con lo Stato e l’Unione europea”.