Migranti Rosarno, Calogero (Cgil): “Non è civile chiedere un euro al giorno a chi “muore di fame”

tendopoli-015-290x217Antonino Calogero, segretario generale Cgil Gioia Tauro, Comunicato Stampa

Quanto è accaduto ieri a San Ferdinando, nei campi migranti, continua ad essere una paradossale vergogna. Forse da troppo tempo affermiamo che il problema non è solo l’allestimento di una tendopoli aggiuntiva per poter trasferire i ragazzi africani che vivono, in modo disperato, nella “baraccopoli” di San Ferdinando , ma, è il come affrontare la gestione e, soprattutto, con quali risorse e quali fondi . Non vogliano attaccare il presidente della Regione Calabria , ma lo vediamo molto impegnato nella campagna elettorale piuttosto che dedicato ad affrontare i reali ed incombenti problemi della Regione. Pensiamo, però, che , se il presidente Scopelliti, in tempi non sospetti, raccogliendo le sollecitazioni dei sindaci ad intervenire, avesse scelto di destinare su Rosarno e San Ferdinando le risorse necessarie alla gestione del campo, oggi, non saremmo davanti a fatti tanto assurdi quanto vergognosi.Non è civile chiedere un euro al giorno a chi “ muore di fame”, in una regione dove c’è chi fa lussuose campagne elettorali in camper o, peggio, si organizzano delegazioni istituzionali a spendere fiori di quattrini in viaggi, in giro per il mondo, in nome della solidarietà con le comunità di emigrati, quando poi, per gli stessi rispettosi principi di solidarietà, non si trovano poche centinaia di euro da destinare all’accoglienza e a un pasto caldo per i ragazzi africani . Tutto ciò è paradossale. Comprendiamo perciò, fino in fondo, le ragioni della protesta inscenata dagli immigrati che non vogliono accettare l’idea di pagare una tassa di soggiorno mascherata come un “contributo” . Che tassa di soggiorno si può chiedere di pagare in una terra in cui vengono negati i servizi fondamentali?

Si può mai pretendere ciò da chi lascia una baracca per andare ad occupare una tenda in spazi isolati, senza sicurezza, e, fino a ieri, aree coperte ai margini da cumuli di spazzatura che, sempre questa regione, non riesce a smaltire. Continua, dunque, la triste odissea dei ragazzi migranti che vivono sfruttati e senza diritti. Prosegue la stagione delle grandi difficoltà per i sindaci del territorio che continuano ad essere isolati e abbandonati; si chiede a loro di gestire, senza fondi e senza mezzi, situazioni disperate che li mettono sotto i riflettori con il grave paradosso che, durante la compagna elettorale, i media nazionali, addirittura, oscurano il disastro. Come Cgil chiediamo la massima attenzione affinchè si eviti di elevare la tensione tra ragazzi africani e che le istituzioni intervengano con urgenza.


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