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De Grazia: da Reggio l’impegno per avere verità

Riaprire le indagini con l’ipotesi di omicidio. E’ la richiesta di Legambiente alla luce della Relazione sulla morte del capitano di corvetta Natale De Grazia, impegnato nelle delicate indagini sui traffici di rifiuti radioattivi e l’affondamento in mare delle cosiddette navi dei veleni, approvata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Di questo si è discusso oggi alla Provincia di Reggio Calabria. “Nelle conclusioni delle relazione – dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – si afferma con chiarezza che i risultati della perizia affidata al professor Giovanni Arcudi, in cui viene smontata l’ipotesi della morte per cause naturali, ‘impongono di valutare le risultanze dell’inchiesta precedentemente svolta in una chiave nuova e non poco allarmante’. E’ doveroso, ora, riaprire le indagini con l’ipotesi di omicidio. Ma non solo. Sulla base di questa perizia deve essere riconosciuto il decesso per causa di servizio e quindi tutti i diritti che spettano ai familiari. Legambiente garantisce il massimo dell’impegno perché questo non resti, come si afferma nella stessa relazione, tra i misteri irrisolti del nostro Paese”. Da Reggio Calabria, città natale di De Grazia, riparte ora l’impegno per accertare fino in fondo la verità. Alla Provincia, tra i presenti la vedova del Capitano De Grazia, l’onorevole Alessandro Bratti, che ha curato, in qualità di relatore, il lavoro della Commissione, e il magistrato Neri che al tempo aveva condotto le indagini con il Capitano