UniMe: il corso non riparte, non ci sono fondi per pagare i prof. La furia degli studenti

Ha dell’incredibile la lettera aperta inviata da un gruppo di studenti dell’Università di Messina al sito Grecanica.comI ragazzi, appartenenti al corso di laurea triennale in Lettere, curriculum “Docenti di lingua italiana per stranieri”, con sede distaccata a Reggio Calabria. Questi sedici studenti però si sono iscritti al terzo anno a settembre, senza mai veder partire le lezioni. In sostanza il loro percorso accademico è al momento bloccato.

Siamo a gennaio e abbiamo iniziato a sollecitare la segreteria, la presidenza, la coordinatrice, il responsabile amministrativo della sede centrale e il direttore in persona“, si legge nella lettera, ma nessuno è riuscito a dare ai ragazzi risposte sull’avvio delle lezioni. Gli studenti lamentano l’esborso di 389 euro per la tassa di iscrizione, e da marzo ci sarà la prima delle tre rate del conguaglio da pagare, il tutto senza aver mai fatto una sola ora di lezione. Questo si traduce anche in un’impossibilità a poter sostenere gli esami, con la conseguente perdita della borsa di studio, che non viene elargita se non viene conseguito un numero sufficiente di crediti formativi.

Nessuno si prende la responsabilità di questo corso – continua la lettera –, tra l’altro interessantissimo, ma con questo loro modo di agire ci stanno facendo cambiare idea ed è un vero peccato. Oltretutto si tratta di un corso a frequenza obbligatoria e i professori sono assunti a tempo indeterminato (a contratto)“. E qui si arriva al nocciolo del problema. Perché in via ufficiosa i docenti per le 5 materie mai iniziate ci sarebbero, ma il Rettore non stanzia i fondi per stipulare i contratti e far partire le lezioni.

Si sono giustificati per la mancanza di questi contratti dicendo che siamo pochi iscritti. Noi siamo 16 iscritti e c’è la possibilità che l’Università di Messina li perda tutti e 16, perché altrimenti rischiamo di restare fermi per molto tempo ancora“. L’unica possibilità adesso sembra infatti il trasferimento ad altri corsi di laurea o ad altri atenei, una scelta difficile per dei ragazzi che magari si sono iscritti a questo indirizzo per inseguire un sogno, oppure sono rimasti al Sud perché credevano in un Ateneo della propria terra.

Dura la chiusura della lettera, nella quale denunciano la gravissima situazione nella quale si sono trovati: “Ci stanno prendendo in giro, un giorno forniscono una spiegazione, l’altro ne trovano un’altra. E noi studenti ne subiamo le conseguenze. Non sappiamo più in che modo agire, le abbiamo provate tutte. Vogliamo giustizia! Ci è dovuta!“. Quindi l’appello per un aiuto affinché si risolva la situazione: “Chiediamo a voi di intervenire al più presto in nostro aiuto per far valere i nostri diritti dando la massima diffusione alla voce di giovani che oltre a rischiare di perdere un anno di studi stanno perdendo la speranza di inserimento nel mondo del lavoro, cosa già di per se difficile“.