‘Ndrangheta: condannato a 16 anni di carcere Giovanni Zumbo, la “talpa” che informava il boss

Sedici anni e tre mesi di reclusione e’ la condanna richiesta dal pm Giovanni Musaro’ nei confronti di Giovanni Zumbo, la talpa con contatti nei servizi segreti che spifferava ai boss informazioni riservate sulle indagini. Il magistrato della Dda di Reggio Calabria nella requisitoria ha tracciato il profilo di Zumbo, raccontando lo stupore per la sua conoscenza di notizie precise sulle inchieste di Reggio Calabria e Milano. La talpa e’ stata beccata a casa del boss Giuseppe Pelle al quale ha raccontato dell’imminenza degli arresti dell’operazione ”Patriarca”, concretizzatasi dopo quattro mesi con quasi trecento arresti tra la Calabria e la Lombardia nell’operazione che cambio’ nome in ”Crimine”. Zumbo parlava anche con Giovanni Ficara (pure lui imputato al processo) e altri indagati per associazione mafiosa. Conosceva quante microspie e telecamere erano state istallate dagli investigatori e dove erano collocate. Nel corso della sua collaborazione con i servizi segreti fece ritrovare delle armi nella Piana di Gioia Tauro attribuendole alle cosche Bellocco e Iamonte. In realta’, secondo l’accusa, era una messinscena organizzata di concerto con il boss di Gioia Tauro Rocco Mole’ per accreditarsi con l’ex Sisde. In quel periodo Giovanni Zumbo era amministratore di una societa’ sequestrata ai Mole’ ma di fatto continuava a gestirla dietro la regia del boss. Altra messinscena fu quella delle armi fatte trovare nel gennaio 2010 a Reggio Calabria al passaggio del corteo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’obiettivo era fare ricadere la colpa sul cugino di Giovanni Ficara, con il quale c’era una contesa per interessi. Per Giovanni Ficara il pm ha chiesto la condanna a 14 anni e sei mesi di reclusione, mentre per il terzo imputato Demetrio Domenico Pratico’ la pena richiesta e’ di 15 anni di reclusione.