Anno giudiziario a Messina, la relazione del presidente della Corte d’Appello Niccolò Fazio

Tutti gli uffici del distretto versano in una situazione di grave disagio per l’esiguita’ degli organici magistratuali, particolarmente evidente nel Tribunale di Messina“. Lo afferma nella sua relazione il presidente della Corte d’Appello Niccolò Fazio, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Preoccupante è anche la previsione di una riduzione di giudici: “Non solo non e’ stato proposto dal Ministero l’ampliamento della pianta organica del Tribunale di Messina, ma addirittura si prospetta la sua consistente riduzione“. Secondo Fazio, la situazione distrettuale  e’ “intollerabile, di minorata giustizia e di grave attentato ai diritti di cittadinanza“.

Anche gli altri tribunali del distretto ne risentono: il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto perdera’ tra poco due unita’ e l’organico del tribunale di Patti e’ carente di due giudici “e fino alla soppressione non garantisce il funzionamento nemmeno il Tribunale di Mistretta, a causa del pensionamento di un magistrato e della protratta, persistente assenza di un altro per maternita’“. La Procura della Repubblica di Messina, spiega ancora Fazio, “lamenta una scopertura nell’organico del 10%, destinata a raddoppiare a causa dei trasferimenti in corso. Presso le Procure di Barcellona Pozzo di Gotto e di Patti mancano rispettivamente un sostituto su cinque in organico e uno su quattro. La Procura di Mistretta e’ priva del dirigente e solo da qualche mese conta sulla presenza del sostituto“. Oltre alla carenza di magistrati preoccupa anche quella del personale amministrativo ed ausiliario e si riducono anche le risorse materiali: “Gli accrediti delle somme necessarie alla provvista dei mezzi necessari, persino dei generi di cartoleria -prosegue Fazio- sono ridotti al lumicino“. Infine il palazzo di giustizia satellite, una storia che “si colloca al limite dell’inverosimile, emblema di una citta’ che declina inesorabilmente per indolenza e miopia“.

Bisogna ridurre in maniera drastica la domanda di giustizia” afferma ancora Fazio nella sua relazione. L’amministrazione della giustizia nel distretto “segna piu’ perdite che profitti” per “colpa di un sistema obsoleto che non riesce a mettersi al passo con i tempi, a soddisfare le esigenze della collettivita’, la quale reclama, tanto nel settore penale che in quello civile, risposte immediate e di pronto effetto“.

Secondo Fazio, per risolvere la crisi  “bisogna ridimensionare la “giuridificazione” degli interessi e la loro “giustiziabilita‘” e trovare anche  “il coraggio di ridurre i gradi del giudizio“, perchè solo “alleggerendo la zavorra, ci salveremo dal naufragio. Certo non con la soppressione di alcuni tribunali e delle sezioni distaccate, che -ha proseguito il magistrato- compromette in territori marginali il sacrosanto principio della giustizia di prossimita’, a fronte di un risibile recupero di personale giudiziario e amministrativo“. Fazio auspica un piano di riforme straordinarie “di efficiente organizzazione del sistema: un consistente aumento dei giudici e del personale amministrativo, il riassetto e l’ampliamento dei giudici laici e soprattutto la costituzione dell’ufficio del giudice, cioe’ una struttura di supporto, dotata di adeguate tecnologie informatiche, di giudici onorari che collaborino con il magistrato per la gestione delle fasi processuali e di assistenti selezionati in grado di svolgere ricerche e di predisporre bozze di motivazione“.