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“Vittorio Emanuele”: presentata la stagione musicale 2013. Promesse, polemiche, puntualizzazioni. Le foto

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    Conferenza di presentazione della stagione in musica 2013 del “Vittorio Emanuele”. La dirigenza promette impegno, gli orchestrali polemizzano sulle scelte di presente, passato e futuro. Entrambe le parti hanno delle puntualizzazioni da fare. Spazio anche per il “Teatro in Fiera”, occupato da qualche giorno e dove si tiene un’assemblea permanente.

    Poteva essere una festa. Della cultura, della musica, dell’arte, una festa per Messina e per i messinesi. E’ quello che tutti si aspetterebbero dalla presentazione della stagione musicale 2013 del Teatro “Vittorio Emanuele”. Ma, come molti sanno, l’Ente Teatro non naviga affatto in acque tranquille. E quindi la conferenza di presentazione è stata l’occasione, soprattutto per gli orchestrali, in netto contrasto con la dirigenza, di esprimere le loro perplessità. Si è trattato di una protesta civile e contenuta, ma non priva di motivazioni e punti fermi.

    I musicisti infatti si sono presentati strumenti in mano e con la bocca “incerottata”, come documentato nelle foto in coda a questo articolo. Cerotto che sta a significare non solo l’impossibilità da parte degli orchestrali di farsi ascoltare dalla dirigenza e dalle istituzioni e di esercitare la professione, ma rappresenta anche la cultura che viene messa a tacere da tagli indiscriminati, come ha voluto puntualizzare Rosaria Mastrosimone, prima viola dell’Orchestra. Subito dopo la conferenza infatti i musicisti hanno voluto dire la loro alla stampa. E sono state parole di rabbia e delusione. Di fatto il programma è alquanto ridotto, con cinque eventi che vedono impegnata l’Orchestra da marzo a dicembre, per sole 40 giornate lavorative.

    LA PRESENTAZIONE DELLA STAGIONE — Ma andiamo con ordine. A prendere per prima la parola è stata la vice-presidente dell’Ente Teatro, Daniela Faranda (il presidente Ordile non è potuto intervenire). “Abbiamo scelto di programmare la stagione nonostante tutto – ha affermato la Faranda -, nonostante non conosciamo ancora l’effettivo contributo della Regione, nonostante la crisi. Adesso confidiamo in tutti, nei deputati messinesi e nei cittadini. Il Teatro è una realtà importantissima e non possiamo permettere che vada persa. Non abbiamo certezze, ma dobbiamo andare avanti, per salvaguardare cultura e lavoratori, che sono tantissimi. Anche per questo – continua la vice-presidente – tutti gli spettacoli musicali che abbiamo scelto vedono coinvolta l’Orchestra, il fiore all’occhiello del Teatro.

    Subito dopo è intervenuto il sovrintendente Paolo Magaudda: “La crisi attanaglia tutti i teatri e colpisce non solo il palinsesto musicale ma anche la stagione di prosa. Tante compagnie chiudono bottega marzo e non hanno soldi neanche per pagare i manifesti. Nel 2012 abbiamo avuto 1,47 milioni di euro di tagli, e nel 2013 ci saranno ulteriori decurtazioni. Secondo la lettera del dirigente regionale, avremo una cifra del 42% inferiore rispetto al 2011. Con queste cifre non dovremmo programmare nessuno evento, eppure abbiamo scelto di farlo.” Magaudda poi arriva all’argomento spinoso dei bilanci: “Abbiamo anche noi le nostre responsabilità, con l’approvazione in grave ritardo dei bilanci degli anni passati. Se lo avessimo fatto prima probabilmente non ci troveremo in una situazione del genere. Ma il bilancio 2010 è già stato approvato, e quello del 2011 lo sarà entro fine gennaio. Bisogna rendersi conto però che per la stagione musicale abbiamo solo 1,267 milioni, contro ad esempio i 18 milioni del Teatro Bellini di Catania. E’ molto difficile far quadrare i bilanci, ci proveremo, riducendo le spese o provando ad aumentare le entrate. Ma gli sponsor latitano.” Magaudda sottolinea come sia nell’interesse stesso dell’Ente investire nella musica: “Quando facciamo lirica, il 90% della cifra resta a Messina. La musica è fondamentale sia sotto l’aspetto culturale che per quanto riguarda quello economico“.

    In ultimo il direttore artistico, Maestro Lorenzo Genitori, ha voluto spendere qualche parola sulla situazione, prima di presentare il programma (che troverete in coda all’articolo, insieme alle foto della conferenza). “Innanzitutto c’è da affermare con fermezza che una nazione progredisce solo con la sua culturaha affermato Genitori -. Il percorso che ha portato a questa stagione musicale è stato aspro. Ma sono soddisfatto del risultato del programma che abbiamo stilato, e spero che lo siate anche voi. Un programma nel quale abbiamo cercato di valorizzare i lavoratori, poiché l’Orchestra sarà sempre presente, e col quale speriamo di raggiungere un vasto pubblico.”

    SPAZIO AL TEATRO IN FIERA — Importante parentesi anche per una delegazione dell’associazione cittadina che ha “liberato” (ossia pacificamente occupato) il Teatro in Fiera, dissestato e inagibile, dopo anni e anni di incuria. Da parte di un rappresentante della delegazione, che è intervenuto con l’accordo di tutti i presenti, sono arrivati i saluti e i ringraziamenti per i lavoratori dell’Orchestra, che hanno solidarizzato con l’iniziativa. “La protesta degli orchestrali è stato un sussulto nel quale ci riconosciamo. I tagli derivano da una visione del mondo che vede la cultura in secondo piano. E’ vero che c’è crisi, ma non è vero che siamo tutti sulla stessa barca. C’è chi rema forte e chi invece no. Lo spazio dell’assemblea al Teatro in Fiera è aperto agli orchestrali ma anche a tutta la cittadinanza, e vuole essere luogo di confronto per difendere la cultura.” Alcuni altri delegati hanno esposto cartelli di protesta, ma tutto si è svolto con cordiale civiltà e, oltre ai musicisti presenti in sala, anche la dirigenza dell’E.A.R. sembra abbia apprezzato l’intervento.

    PAROLA AGLI ORCHESTRALI — Ovviamente al termine della conferenza c’è stato spazio anche per la voce dei lavoratori, e in particolare degli orchestrali, che si apprestavano alla prima prova per il concerto di sabato sera in onore del Maestro Pippo Mafali, membro della stessa Orchestra, scomparso prematuramente quest’estate. I musicisti hanno visto drasticamente calare le loro giornate lavorative: 80 nel 2010, 60 nel 2011, appena 40 nel 2012 e un numero uguale, secondo programma, nel 2013. Ma, si vocifera nell’ambiente, almeno uno dei cinque eventi del nuovo anno verrà cancellato.

    Rosaria Mastrosimone, prima viola dell’Orchestra, come abbiamo anticipato, ha voluto spiegare il perché della bocca incerottata. Inoltre ha lanciato un appello direttamente al Governatore della Regione Sicilia, Rosario Crocetta: “Noi paghiamo le tasse, a noi tagliano la luce. I nostri figli non sono di serie ‘B’. Finché c’è stata l’esigenza delle elezioni, tutti qui a chiedere il voto e a promettere. Ora sono spariti tutti. Noi siamo l’unica maestranza ad aver sostenuto ben cinque audizioni, con commissioni di chiara fama. C’erano tutti gli elementi per dare una stabilizzazione ai lavoratori. Dal 2005 c’è un emendamento alla Regione che viene ignorato, e che ci dovrebbe garantire il 20% del finanziamento. L’appello che rivolgo al presidente Crocetta è: che la Regione si muova, che la giustizia si muova. L’E.A.R. non è uan casa privata, ognuno di noi non può pensare al suo tornaconto. Dobbiamo rendere conto ai cittadini, è ora di dire basta.

    Sulla stessa linea è anche Giampiero Cannata, che avevamo intervistato qualche tempo fa (leggi qui). “Abbiamo avuto 7 mesi di buco. Non abbiamo nemmeno più tanta voglia di criticare l’operato della dirigenza. Noi ora puntiamo a quelle persone che hanno messo questi signori qua dentro. Quando sento il sovrintendente che dice ‘la colpa non è mia’ gli vorrei chiedere ‘ma voi dove eravate?’. Se avevano dei problemi perché non sono andati a chiedere come interpretare la legge sul 20% per gli orchestrali. Potevamo andare allora, nel 2005, tutti insieme a Palermo a protestare. E ora vorrei rivolgermi all’on. Ardizzone, ora presidente dell’ARS: cosa intende fare per questo Teatro? Che intenzioni ha? Lo vuole fare arriva questo commissario o vuole farci arrivare a gesti più eclatanti? Siamo esasperati“. Cannata ha inoltre confermato che sabato, su richiesta dell’associazione che occupa il Teatro in Fiera, al termine del concerto del “Vittorio Emanuele”, l’Orchestra andrà a suonare anche lì. “Sono dei ragazzi fantastici – ha detto Cannata -, per noi stanno facendo una battaglia sacrosanta. Loro appoggiano la nostra e noi la loro, ci sentiamo uniti. Siamo contentissimi di fare un altro concerto dopo il nostro, ci sentiremo più vicini a Pippo, perché anche in quella sala, quando era funzionante, ha lavorato tanto.

    LA STAGIONE DI MUSICA 2013 — Per la cronaca ovviamente non potevamo non dare spazio anche al programma musicale del “Vittorio Emanuele” per il 2013. Saranno cinque gli eventi che vedranno protagonista l’Orchestra, più un appuntamento fuori abbonamento:

    – 19, 21 e 23 marzo: Rigoletto, melodramma in tre atti
    – 24, 25 e 26 maggio: Operetta Eterno Amore, commedia con musiche d’operetta
    – 6, 7, 8 giugno: Serata Cajkovskij, balletto in due parti
    – 10, 11 e 12 ottobre: Dreaming Cenerentola, fiaba in un atto musicata
    – 10, 12 e 14 dicembre: La Bohème, dramma lirico in quattro quadri

    Fuori abbonamento, il 4, 5 e 6 ottobre, Film Concerto “La caduta della casa Usher“, pellicola di J. Epstein con musica dal vivo eseguita da Giovanni Renzo

    LA RIFLESSIONE — Vogliamo chiudere con alcune domande sulla vicenda. Se l’E.A.R. è arrivato in questa situazione, la colpa di chi è? E’ della dirigenza dell’Ente, dell’amministrazione locale o della Regione? La cultura dovrebbe essere un bene da tutelare, e allora perché questi tagli che inficiano e mettono a rischio i posti di lavoro di la cultura la crea? E perché questa disparità ad esempio col Teatro di Catania, che riceve finanziamenti 15 volte superiori? E’ cattiva valorizzazione da parte delle istituzioni, o il “Vittorio Emanuele” è una vittima sacrificale? Messina è davvero una città culturalmente di “serie B”? A guardare la passione con la quale gli orchestrali persistono nella propria lotta, e con l’occupazione del Teatro in Fiera, il giudizio sarebbe più che positivo. Ma creare cultura è un investimento di denaro, e i finanziamenti sono elargiti a discrezione delle istituzioni.