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Save the Children: al Sud i bambini non leggono, non vanno al cinema, non fanno sport

Davvero inquietante quanto emerge da un’inchiesta dell’associazione onlus Save the Children. Basandosi su dati Istat, Save the Children ha scoperto che nel 2011 una larga parte di bambini sotto i 10 anni è rimasta del tutto disconnessa da cultura e attività sportive. Concentrandosi nello specifico su Sicilia e Calabria, i dati dimostrano come al Sud la situazione sia davvero preoccupante.

In Sicilia oltre il 65% dei bambini sotto i 10 anni non hanno mai letto un libro nei 12 mesi precedenti. Quasi la metà non hanno utilizzato un computer o navigato in internet, e uno su tre non ha praticato sport o è andato a vedere un film al cinema. Messa peggio della Sicilia c’è solo la Campania, come si può notare dal grafico in fondo all’articolo. La Calabria invece fa registrare dati appena migliori dell’isola. Va peggio per quanto riguarda il cinema (il 38,1% non è mai andato il sala), appena meglio, ma con differenze minime, per letteratura, sport e computer. Maglia nera anche per Puglia (che fa registrare il peggior dato d’Italia riguardo lo sport, 48,2%).

I dati sono preoccupanti perché è palese una differenza con le regioni settentrionali. Nettamente inferiori nel settore Nord-Ovest e Nord-Est le percentuali riguardanti lo sport, a dimostrazione del maggior numero di centri e strutture dedicate alle attività fisiche dei giovanissimi. Discorso simile per quanto riguarda la lettura dei libri, e vi è un divario, anche se non così sostanziale, anche negli altri settori. I dati del Sud sono ulteriormente indicativi se si pensa che nella percentuale “positiva” dei bambini che hanno effettuato almeno una di queste attività, rientrano anche quelli che hanno fatto sport per poche settimane, o letto un solo libro, o sono andati a vedere un solo film. Insomma quanti sono i bambini che si accostano alla cultura e al mondo circostante con continuità? Probabilmente pochi.

Il grafico con tutti i dati (clicca sull’immagine per ingrandirla)

Sicilia e Calabria si pongono quindi in fondo alla graduatoria, insieme alla Campania fanalino di coda. L’intrattenimento per i bambini del Sud è sostanzialmente limitato alla televisione e ai videogiochi. Senza dubbio contenitori “poveri” di cultura. Se per le attività sportive il problema dipende essenzialmente dalle istituzioni, che non favoriscono la creazione di strutture adeguate, è il settore “libri” a destare maggior allarme. Un bambino che inizia a leggere sin dalla tenera età, difficilmente perderà quest’abitudine una volta cresciuto. In caso contrario ne verrà inficiato poi l’interesse nei confronti di cultura, informazione e società contemporanea.

“Disconnessi” appunto, sono i bambini meridionali. Sganciati dal mondo che li circonda e così più facilmente preda di ambienti deviati, criminalità, disagio sociale. Un bambino che cresce in un ambiente privo di cultura, difficilmente avrà interesse ad approfondirla ulteriormente, ad iscriversi all’università e ad ottenere una coscienza sociale. L’inchiesta di Save the Children dimostra come purtroppo tra Nord e Sud vi sia un divario consistente a livello di qualità nella crescita dei minori. Una tendenza che va assolutamente ribaltata, perché potrebbe sicuramente dare al meridione le basi per un riscatto sociale e culturale che, ad oggi, stenta ad affermarsi.