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Saline Joniche, Giovanni Alvaro: “il progetto della centrale ha convinto i giovani”

di Giovanni Alvaro – L’incontro dei dirigenti della Repower, che deve realizzare in quel di Saline una centrale a carbone di ultima generazione, con i cittadini dell’area grecanica,  è stato un vero e proprio successo. Una sala gremitissima, con oltre 500 partecipanti, su un problema come la costruzione della centrale, che in questi anni è stata presentata come una specie di mostro che si vuole imporre ad ogni costo alla popolazione locale, non se l’aspettava nessuno.

Né i nemici dell’insediamento, ma neanche gli stessi organizzatori,  pensavano ad un successo simile, che è ancor più importante se si considera che la sala era stracolma di giovani e belle ragazze che, con la loro presenza, hanno dimostrato d’essere veramente stanchi di inseguire solo le illusioni, distribuite a piene mani, su futuri pieni di ‘vocazioni turistiche’ (un classico quando non si ha niente da dire), o di progetti fantasma come si sono rivelati quelli distribuiti dal vecchio governatore della Calabria, Agazio Loiero, sulla produzione di pannelli fotovoltaici.

Attenti come non mai a seguire la presentazione del progetto e a non perdere alcun passaggio di quanto veniva detto sulle tecniche impiegate per ridurre, ben sotto i limiti previste dalla già rigorosa legge italiana (attentissima alla salute dei cittadini), le emissioni che un impianto industriale necessariamente deve emettere sia per quanto riguarda la CO2, che le ceneri e le nano particelle. La centrale di Saline Joniche, che permetterà di ridurre l’importazione di energia dalla Francia e da altre Nazioni limitrofe, è una centrale ancor più sicura e più moderna di quella recentemente inaugurata in Germania, con l’applauso convinto della sinistra e dei verdi tedeschi. Non va dimenticato che in quella regione esistono già Centrali per una produzione di oltre 5000 mw (pari a 4 centrali come quella di Saline) e a Colonia vivono oltre 2 milioni di persone.

La dicono lunga anche le domande che sono venute dalla platea tese a chiarire alcuni aspetti e che sono state fatte solo da gente avanti con gli anni chiaramente condizionata dall’ignobile campagna anticentrale messa in piedi,  con l’aiuto di pseudo ambientalisti svizzeri (classici scemi del paese) che è servita ad inondare di inesattezze, la zona della Centrale e l’intera provincia di Reggio. Una stucchevole propaganda negativa costruita sul terreno di un vero e proprio terrorismo ambientale utilizzato per ‘spaventare’ la gente, che già di suo ha tanto di che spaventarsi. Anziani, quindi, più duri a recepire le novità della tecnologia impiegata tesa a far convivere l’esigenza produttiva con il rispetto dell’ambiente e dei cittadini.

I giovani, invece, erano più interessati ad accertarsi che le prescrizioni ed i limiti previsti dalla legislazione italiana, sulle emissioni, venissero realmente effettuati.  Sono così venuti a conoscenza che le varie emissioni sono controllate elettronicamente attraverso delle centraline predisposte dagli organi di controllo che fanno scattare, prima, l’allarme se vengono superati quei limiti e, poi, determinano il blocco automatico della produzione se non si rientra speditamente nella normalità. Esigenza questa che dimostra semmai quanta sfiducia ci sia in una gestione dei meccanismi di controllo affidata solo dagli uomini.

La serata non poteva non contenere anche qualche ilarità esplosa quando l’Ad della Società, Fabio Bocchiola, ha dichiarato che ci si sbizzarrisce a ipotizzare, a getto continuo, insediamenti come quello dell’Ikea o quello di un’acquapark, o per ultimo il progetto “butta soldi pubblici” del Waterfront, dimenticando che le scelte produttive sono di pertinenza di chi mette i capitali, che le stesse scelte rispondono ad esigenze di mercato ma, e soprattutto, che il terreno è di proprietà della Sei, acquistato da anni, e nessuno può pensare di utilizzarlo come gli pare in un paese democratico.

Il giorno dopo è ricominciato il balletto delle dichiarazioni contro la centrale. I soliti ‘noti’, frustrati oramai, continuano imperterriti a suonare la stessa musica sfidando il ridicolo,  dato che il territorio è ormai palesemente a favore della Centrale. Un territorio più maturo di quanto possano credere alcuni politici che sarà salvato dalle nuove generazioni che, per dirla alla Pierangelo Bertoli, tengono “un piede piazzato nel passato e lo sguardo forte e dritto sul futuro”.