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Natale 2012: il buono, il brutto e il cattivo…di Reggio

Con la crisi gli italiani spenderanno per il Natale il 3,7% in meno”, scrive un autorevole giornale nazionale italiano in questi giorni. Tra i tagli record della festa per eccellenza in cui un “pensierino”  va fatto anche ad un amico che non si sente da tanto tempo, proprio la voce: regali. La Coldiretti, battono le agenzie di stampa, non ha dubbi. Taglio record per i regali che scendono dell’8,6 per cento. Tiene il cibo, simbolo per eccellenza degli italiani che anche in tempi di crisi profonda, attorno al tavolo ritrovano affetti e valori per tirare avanti la giornata. “Si stima che le famiglie italiane spenderanno in media 551 euro dei quali 197 euro in cibo e bevande per imbandire le tavole, 90 euro per i divertimenti e 264 euro per i regali. Da sottolineare che ai bambini in Italia è destinato il 39 per cento della spesa per regali”.
Fin qui il pianeta Italia. E lo Stretto? Reggio si risveglia in questo inizio dicembre improvvisamente dai colori prettamente freddi e natalizi, tra cumuli di immondizia e l’indifferente rassegnazione dei suoi residenti. Per strada i cassonetti sono stracolmi. In casa però manca l’acqua dalle cinque del pomeriggio. Quest’anno anche il cibo nel frigo non è così abbondante, per molti. I “nuovi poveri” li chiamano. Sono italiani, di quelli che fino a qualche mese fa facevano parte della media borghesia. Hanno un volto e un nome, come tutti. Spesso quello del nostro vicino di casa. Di un parente, un amico. Sono quelli dei grandi supermercati, delle miste finite allo sfacelo, dei privati che preferiscono chiudere ormai attanagliati nella coscienza dal rimorso di non poter più pagare lo stipendio ai propri dipendenti.

Paradosso reggino, anche quel corso Garibaldi, da sempre deputato ad una “vasca” per passare quel tempo sospeso tra la chiusura degli uffici e l’ora di cena, che ora sembra svuotarsi. Come i suoi negozi. Uno, due avventori al massimo. Spesso guardano, rimandando ad un domani migliore l’acquisto. Basta tirare qualche settimana, poi arriveranno i saldi, dicono. Ma Reggio è anche quella che sa dire la sua quando vuole. Quella vera. Lontana dalle grandi inchieste della giudiziaria e dai suv super-puliti da sfoggiare dopo l’estetista prima di una cena in quella che una volta era l’elite che contava. Sono ormai la minoranza. Quasi ridicoli.
Il quotidiano è fatto di sacrifici ma anche tanta voglia di riscatto. L’analisi di questo momento l’abbiamo affidata a tre personaggi. Mimmo Raffa, giornalista, regista e attore di teatro. Franco Arcidiaco, editore di professione, tra le voci più libere del pianeta cultura nell’area dello Stretto.
E poi a padre Antonino Pangallo, direttore della Caritas reggina. Uno che davvero ogni giorno combatte nella schiera di quelli che chiamano “ultimi” ma che in realtà con la loro forza silenziosa sono capaci di dare esempi tali da girare il timone di una società intera, in crisi e in cerca di valori. Qua non mancano solo i soldi, c’è fame di futuro. Un vuoto a perdere che sembra colmarsi in esperienze che sanno di limite umano e forza divina, comunque la si intenda. Famiglie adottive, integrazione, speranza. Ma non solo. L’appello a non lasciare il campo di battaglia di Mimmo Raffa che del suo sogno ha fatto l’esperienza e la guida discreta ma sicura di tanti giovani. Il sogno silenzioso ma costante di un “ragazzo dentro” come Franco che nonostante le difficoltà, lascia spazio a di chi vuole raccontare e raccontarsi, in un fortino in cui a seguire il “capitano” sono altri giovani che certezze di futuro non ne hanno ma che credono in lui. E che a differenza degli altri non aspettano la “manna dal cielo” ma quel domani vogliono costruirselo. Tre personaggi che nella loro esperienza, “battono il tempo” restando a galla per raccontare… “il buono, il brutto e il cattivo di questa città….” a pochi giorni dal natale 2012.

(testi, foto e video di: Gianluca Del Gaiso, Valentina Albini, Roberto Canzoneri, Antonio Ciro)