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Milan-Reggina, quattro gli ex in amaranto

Sono quattro gli amaranto che in passato, più o meno recente, hanno indossato la prestigiosa casacca del Milan, anche se quasi tutti soltanto a livello giovanile.

Sarà un ex a guidare dalla panchina il ritorno della Reggina a “San Siro”. Cresciuto nelle giovanili del Modena, dopo l’esordio con i canarini Davide Dionigi nella stagione 1992/1993 viene acquistato dal Milan per 1,5 miliardi e viene aggregato alla Primavera. Nonostante queste ottime premesse e la stima di mister Capello, che lo soprannomina “Cavallo pazzo”, la sua carriera però si sviluppa lontano da Milano e scende in campo con la maglia rossonera soltanto in partite amichevoli e mai in incontri ufficiali. Nell’estate del 1996, dopo le esperienze con Vicenza, Como, Reggiana e Torino, il Milan lo cede in prestito proprio alla Reggina dove Re Davide, come lo acclamano i tifosi, trova la sua definitiva consacrazione, laureandosi capocannoniere con 24 goal realizzati in 37 presenze, nonchè il trampolino per una buona carriera.

Il secondo portiere amaranto, Davide Facchin, si è formato nel settore giovanile del Milan. L’estremo difensore veneto ha fatto tutta la trafila a Milanello, fino alla formazione Primavera, e  vanta qualche convocazione in prima squadra da parte di mister Ancelotti. Nessuna gara ufficiale in rossonero, a cui resterà contrattulamente legato fino al 2010, la sua carriera si sviluppa tra Olbia, Padova e Pavia, squadra da cui è giunto in prestito alla Reggina quest’estate.

Rodrigo Ely è di proprietà del Milan. Brasiliano, ma con passaporto italiano, classe 1993, inizia nelle giovanili del Gremio, a cui la società rossonera lo strappa letteralmente. Arriva in Italia nel 2010 e viene subito aggregato alla Primavera di Stroppa de già fa intravedere le sue qualità, chiudendo la stagione con 5 presenze e una rete. L’anno successivo diventa uno dei pilastri dell’undici di Dolcetti, come dimostrano le 23 partite e le due reti realizzate, una stagione coronata dall’esordio con la nazionale Under 19 italiana. Alla lue di ciò quest’estate la società rossonera, confidando molto nelle sue capacità, da ricordare anche la presenza nel trofeo Berlusconi del 2011 contro la Juventus, decide di mandarlo in prestito in serie B alla Reggina, per la prima esperienza nel calcio dei grandi. Questo suo primo scorcio di stagione è stato decisamente positivo; dopo l’avvio che lo vede in panchina, Dionigi lo butta nella mischia con il Lanciano e non esce più dai titolari, eccetto le squalifiche .

Anche Gianmario Comi, che tuttavia non sarà della partita in quanto preservato da Dionigi per il campionato, è un ex. Il Milan detiene, insieme al Torino, la metà del suo cartellino. 20 anni, figlio d’arte, il padre Antonio è stato un calciatore del Torino negli anni ’80, esplode a suon di reti nel vivaio granata. Sotto la Mole gode di grande considerazione, come dimostrano le convocazioni in prima squadra. Nell’annata 2010/2011 arriva l’exploit nella Primavera di Antonino Asta, che giàl’aveva avuto tra gli Allievi, con 22 apparizioni e 18 centri, che gli vale le attenzioni del Milan. E così nel giugno 2011 granata e rossoneri si scambiano le compartecipazioni di Verdi e Comi. E’ la prima esperienza lontano da casa ma Gianmario, al Torino sin da ragazzino, non ne sente il peso e anzi migliora i propri numeri, con la Primavera di Dolcetti infatti scende in campo 25 volte e timbra ben 27 marcature. Quest’estate le due società comproprietarie del suo cartellino decidono di darlo in prestito alla Reggina, per la prima esperienza tra i professionisti, fino al momento davvero buona. Inizialmente Dionigi dosa il suo impiego, anche per non bruciarlo, poi Comi si conquista il posto da titolare a suon di buone prestazioni e goal (15 gettoni e 6 goal).