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Lo scuolabus negato al bimbo di Rende: una vergogna-simbolo di una società sempre più deviata

L’autista di uno scuolabus di Rende, nel Cosentino, ha fatto scendere dal mezzo un bambino di 10 anni perche’ insieme agli altri bambini stava giocando, dicendogli: ”state facendo casino, tu comincia a scendere che tra l’altro non paghi neanche il tesserino”. L’episodio raccontato ieri da Calabria Ora, che ha raccolto la denuncia del padre, Alberto, di 42 anni, che ha riferito di non ricevere lo stipendio dall’aprile scorso, è raccapricciante. L’uomo e’ dipendente della Giseco, una societa’ che gestisce gli impianti di depurazione dell’hinterland cosentino. ”E’ solo un bambino ed e’ la mia vita. Non ha colpe lui – ha detto l’uomo – se non posso pagargli lo scuolabus. Il Comune di Rende e’ in debito con la Giseco e deve qualcosa come un milione di euro. Fondamentalmente i miei soldi ce li ha gia’ l’amministrazione comunale”. Secondo il racconto dell’uomo, il bambino e’ uscito da scuola alle 13.15 ed ha preso lo scuolabus a Rende insieme ad un’altra quindicina di bambini per recarsi nella frazione Nogiano. Giunto a un chilometro da casa, il bambino sarebbe stato fatto scendere dall’autista. Il bambino ha poi raggiunto casa a piedi. ”Ho chiamato il responsabile del servizio – ha riferito l’uomo a Calabria Ora – e ha detto che avrebbe provveduto a chiarire tutto ma a me non basta. Chi svolge un servizio delicato come questo, con i bambini, deve essere responsabile. Gli vorrei domandare se avessero fatto lo stesso a suo figlio come avrebbe reagito”. Ma sicuramente i figli degli amministratori del comune di Rende, responsabili delle difficoltà dei dipendenti Giseco, questi problemi non ce li hanno…