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Ingroia in politica: l’appoggio dell’Osapp (sindacato polizia), parte del Csm invece non approva

La discesa sul terreno della competizione elettorale del magistrato Antonio Ingroia ha alzato voci differenti. Da un lato si dice decisamente con l’iniziativa “Io ci sto” il sindacato della polizia penitenziaria Osapp. Parole molto critiche nei confronti di Ingroia arrivano invece da Riccardo Fuzio, del Consiglio superiore della magistratura.

Scrive in una nota il segretario dell’Osapp, Leo Beneduci: “Chi come noi impegna la propria professionalità, spesso a rischio della propria integrità psicofisica, nel quotidiano tentativo di rendere effettive negli istituti di pena le regole di legalità e di civile convivenza, non può più astenersi dal denunciare l’annichilimento in carcere dei principi basilari stabiliti dalla Costituzione su cui abbiamo giurato fedeltà“. La critica in particolare è rivolta al Ministro Severino, che ha bocciato un disegno di legge su misure alternative alla detenzione, che avrebbero alleggerito pressini e tensioni all’interno delle strutture ormai sovraffollate oltre la soglia di guardia.

Nell’esigenza di un cambiamento che liberi l’Italia dalle mafie – continua Beneduci -, dalla corruzione e dai professionisti della politica e conduca a riconoscere nuovamente e per tutti i cittadini quei valori di legalitàe di solidarietà propri della democrazia, all’esterno come all’esterno dei penitenziari abbiamo aderito all’iniziativa ‘Io ci sto’ di Antonio Ingroia e ci diciamo, con lui e con i movimenti a lui vicini, anche noi partigiani della Costituzione”.

Di tutt’altro avviso Riccardo Fuzio, appartenente al Consiglio superiore della Magistratura. Intervistato da Klaus Davi per il canale YouTube KlausCondicio, Fuzio ha affermato senza mezzi termini che un magistrato non dovrebbe far politica. “La funzione del magistrato è essa stessa politica, perché nella sua funzione di magistrato attua la legge che è espressione di opzioni politiche. Proprio per questo credo che il magistrato non abbia bisogno di fare politica scendendo in campo in una competizione elettorale“, ha dichiarato Fuzio. Il consigliere tiene a sottolineare comunque che ha sempre difeso l’attività investigativa di Ingroia, e che è diritto del magistrato scegliere questo cambio di campo istituzionale.

E’ chiaro comunque il disaccordo di Fuzio sulla scelta di Ingroia: “Far bene il magistrato significa già contribuire alla politica in generale e al funzionamento dello stato. In sede di Csm mi sono astenuto sulla domanda di aspettativa di Ingroia , come su quelle di altri magistrati, perché in questa fase storica la rilevanza assunta dalla magistratura sconsiglia, a mio modo di vedere, una ulteriore sovraesposizione della magistratura stessa.