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Emergenza rifiuti in Calabria, la preoccupazione del sindaco di Polistena (Rc)

Di seguito la nota diffusa dal sindaco di Polistena, Michele Tripodi:

La Calabria è sommersa dalla spazzatura.

I Comuni non scaricano ormai da 10 giorni negli impianti e nelle discariche che non ricevono più rifiuti. Tutto è fermo e coloro i quali dovrebbe intervenire per risolvere i gravi disagi determinatisi, non lo fanno, o peggio attendono un’ulteriore proroga di un Commissariamento che dura da 15 anni ormai.

La Calabria sotto l’immondizia è il peggio che potevano regalarci il Presidente Scopelliti e la Giunta Regionale, ma anche il Governo nazionale di cui è diretta espressione il Commissario, i quali sotto l’albero di Natale dei calabresi hanno piazzato la spazzatura ed il fallimento della loro politica in crisi di idee e contenuti.

E’ impensabile infatti, che la Regione Calabria faccia finta che tutto sia normale. L’Assessore regionale all’Ambiente è o non è il sub-commissario all’Emergenza Ambientale in Calabria?

Ed allora che sta succedendo? Perchè gli impianti sono chiusi? Chi, cosa e perchè, ha deciso di rendere inoperativi impianti e discariche nella Piana di Gioia Tauro, nell’alto Jonio, a Pianopoli, a Casignana e nel resto della Calabria?

Siamo preoccupati perchè giorno dopo giorno la situazione si aggrava.

Siamo umiliati perchè ogni giorno ci sentiamo ripetere le stesse cose, apparentemente rassicuranti, ma probabilmente studiate per prendere tempo.

Siamo indignati perchè, pur avendo un inceneritore a due passi di cui tutti i cittadini della Piana respirano le emissioni, i nostri compattatori vengono rispediti indietro.

Siamo disgustati perchè alcune ditte private monopolizzano il mercato della raccolta della spazzatura facendosi pagare profumatamente e coprendo così le nefandezze di comuni morosi che non hanno mai versato un centesimo all’ufficio del Commissario. Ai Comuni virtuosi come il nostro che pagano regolarmente il Commissario per lo smaltimento, dovrebbe essere consentito di contrattare lo smaltimento in altri siti diversi da quelli che invece ci vengono imposti con ordinanza commissariale.

Siamo però determinati a denunciare questa grave situazione, non solo al Ministro per l’Ambiente, visto che dalla Regione nulla si muove, ma pure pubblicamente affinchè sia fatta piena luce e giustizia su quello che i calabresi loro malgrado stanno patendo. 

CHIEDIAMO AL GOVERNO

–          l’immediata individuazione di siti alternativi anche fuori regione per normalizzare la situazione;

–          un intervento volto ad individuare i responsabili di questo disastro su cui è legittimo sollevare dubbi e sospetti;

–          il ritiro dell’ordinanza commissariale che ha disposto l’innalzamento della tariffa di conferimento a 91 € /t;

–          il riconoscimento ai comuni di un’indennità di disagio a risarcimento del danno di immagine che ricevono dalla spazzatura sparsa per le strade;

–          la moratoria della TARES, la nuova e più onerosa tassa per i cittadini, laddove esistono lunghi Commissariamenti per l’Emergenza Ambientale come in Calabria;

INVITIAMO INOLTRE I SINDACI

a convocare nell’immediato i rispettivi Consigli Comunali per chiedere l’immediata fine del Commissariamento ed il trasferimento delle deleghe di competenza ambientale agli Enti Locali e sospendere i pagamenti dovuti per lo smaltimento fin quando l’emergenza attuale non sarà rientrata.