Revocato il 41 bis a Domenico Vullo, ex boss che avrebbe dovuto uccidere Crocetta nel 2010

Detenuto a Spoleto al 41 bis, Domenico Vullo è un ex boss mafioso al quale è stato revocato il carcere duro, su decisione del ministro della giustizia, Paola Severino. Esponente della Cosa Nostra gelese, Vullo è ritenuto come uno dei componenti del gruppo che avrebbe dovuto uccidere l’ex sindaco di Gela, Rosario Crocetta, attuale presidente della Regione e il gip del tribunale di Caltanissetta, Giovanbattista Tona. Il piano, organizzato dal capomafia Daniele Emmanuello, fu sventato dalla squadra mobile di Caltanissetta, nel 2010. Furono catturati cinque “picciotti” del clan Emmanuello. Avvisi di garanzia furono notificati ad altri quattro complici, che erano già in carcere,  nell’ambito dell’operazione antimafia denominata ”Estrema Ratio”. Crocetta doveva morire per aver licenziato dal comune la moglie di Daniele Emmanuello, che risultava lavoratrice Rmi (reddito minimo di inserimento). Il magistrato invece avrebbe dovuto pagare con la vita la sua “eccessiva” severità nei processi contro le cosche di Gela.
L’avvocato difensore di Vullo, Flavio Sinatra, avrebbe utilizzato le dichiarazioni di alcuni nuovi collaboratori di giustizia che scagionano l’ex boss gelese.