Messina, la Corte dei Conti al Comune: “intervenire subito o sarà dissesto”

Palazzo Zanca, sede dell’incontro

E’ pervenuta a Palazzo Zanca, sede del Comune di Messina, l’ordinanza della Corte dei conti che chiede all’amministrazione di adottare tutti i provvedimenti necessari per evitare il dissesto finanziario. Entro il 27 dicembre dovranno essere adottate le misure correttive per scongiurare il dissesto finanziario. Nella relazione sono state evidenziate tutta una serie di criticita’ e cose che non funzionano. Questa mattina il commissario straordinario Luigi Croce ha convocato i segretari provinciali di Cgli ,Cisl e Uil. Il commissario straordinario Luigi Croce ha incontrato oggi urgentemente sull’argomento i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Lillo Oceano, Tonino Genovese e Costantino Amato, a cui hanno preso parte anche il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Previti, e l’esperto, a titolo gratuito, per la gestione dei rapporti con le societa’ a partecipazione comunale, Nino Dalmazio. Al centro del confronto proprio la deliberazione 355/2012, della Sezione di controllo della Corte dei Conti, con quale ha concesso trenta giorni, a far data da martedi’ 27 novembre, per presentare le iniziative messe in atto dal Comune per evitare il dissesto finanziario. “Quindi entro il 26 dicembre servira’ un piano concreto di azioni per fronteggiare l’attuale situazione debitoria”, psiega Previti. La Corte dei conti, nel suo dispositivo, ha scritto all’ente che “ove ritenga di non poter efficacemente adottare misure correttive tali da superare le criticita’ in atto, di procedere autonomamente ed immediatamente alla dichiarazione di dissesto finanziario scongiurando ulteriori danni per il Comune”. “Dalla relazione della Corte dei Conti e dal confronto col commissario Croce – hanno sottolineato Oceano, Genovese e Amato – si profila l’ipotesi concreta del dissesto. E’ un’analisi cruda, ma realistica. Se, entro trenta giorni, non vengono risolte le prescrizioni, e’ quasi un ordine dovere procedere al dissesto. C’e’ il rischio che alcuni uffici non siano nelle condizioni di rispondere alle richieste della Corte dei Conti”.