L’on. Nucera e le mamme dei disabili del Centro Afa-Reul di Bianco incontrano Scopelliti

Sul centro Afa-Reul di Bianco avevo da tempo sollecitato il Presidente della Giunta Giuseppe Scopelliti, nella sua qualità di Commissario alla sanità della Regione Calabria, un incontro per la soluzione della vertenza riguardante il centro terapeutico per bambini disabili di Bianco”. E’ quanto precisa l’on. Giovanni Nucera, Segretario Questore del Consiglio regionale che nei giorni scorsi ha partecipato al corteo ed alla manifestazione di protesta messa in atto dai genitori dei ragazzi disabili che usufruiscono delle prestazioni del centro, assieme al consigliere provinciale dei Popolari e Liberali Alessandra Polimeno ed il Sindaco di Bianco Ninì Scordino.
Sono certo che dall’incontro di ieri, nel corso del quale il Presidente Scopelliti ha ascoltato le necessità e le difficoltà di tante famiglie, scaturiranno risultati importanti. Certo c’è la difficoltà – sottolinea l’on. Nuceradi reperire i fondi necessari a fronte dei tagli erariali cui sono sempre di più soggetti gli Enti regionali. Ritengo, però, che sulle decisioni finali peserà l’importanza e l’irrinunciabilità di un centro terapeutico per disabili come quello di Bianco, il cui servizio, peraltro, non è stato sostituito da nessun altra struttura, sia pubblica che privata”.
Comprendo bene le ragioni di tante famiglie, alle quali sono state improvvisamente negate cure necessarie ed indifferibili per i propri figli. L’aspetto peggiore di questa vicenda, infatti,  è che l’improvvisa sospensione dell’erogazione delle cure a questi ragazzi rischia di determinare conseguenze molto gravi sul piano fisico, cognitivo e neurologico, e di compromettere in maniera irreversibile la loro vita ed il loro futuro”.
Le scelte di politica economica, di pareggio di bilancio, di rientro del debito, per quanto giuste e legittime, non possono non tener conto – conclude Nuceradi situazioni che richiedono invece, attenzione, professionalità, e qualità di prestazioni che sono fondamentali per una categoria di persone, in questo caso bambini, che sulla loro pelle vivono già le conseguenze del loro handicap