La minaccia-shock delle province: “lasceremo i bambini al gelo senza riscaldamenti a scuola”

di Kirieleyson – Antonio Saitta, il nuovo presidente dell’unione delle province italiane ha minacciato, a fronte del taglio dei fondi stanziati dal Governo, la cessazione del riscaldamento nelle scuole (sotto la cui giurisdizione ricadono appunto le scuole medie e superiori). Non entriamo nel merito, in questa sede, sul fatto se i fondi sono adeguati per lo svolgimento dell’attività istituzionale delle province, se queste abbiano oggi per la gente una qualche utilità, se non fosse stato meglio abolirle tutte o no. Ma non possiamo fare a meno di constatare come una mossa del genere, più che una dichiarazione di “sdegno” e di “attentato alla democrazia” che normalmente viene tirata fuori al solo avviso di un ridimensionamento della capacità di spesa dei vari centri di potere di cui è costellata la nostra repubblica, l’affermazione ci sembra piuttosto una minaccia di “rappresaglia” di stile nazista. Su quale base logica, economica, sociale, morale, un amministratore pubblico si permette di fare simili dichiarazioni? Se non ci sono i soldi per il riscaldamento, perché non lasciare al freddo, tanto per cominciare, le sedi delle province stesse?