Incidente Rossano, vescovo Marcianò: “tragedia evitabile, qui è come se avessimo ancora i treni a vapore”

Noi stiamo ancora con i treni a vapore … Non sono a vapore, sono a nafta: ma siamo lì! Tempi lunghissimi per percorrere brevi tratti”: è la denuncia del vescovo di Rossano-Cariati, mons. Santo Marcianò, dopo l’incidente di sabato sulla tratta ferroviaria Taranto-Reggio Calabria che ha portato alla morte di sei persone. 470 chilometri da Taranto a Reggio Calabria, principalmente a binario unico e con ampi tratti senza elettricità, percorsi da treni di bassa qualità, che, per mons. Marcianò, non sono ”una cosa onesta”.

L’Italia – dice alla Radio Vaticana – è un Paese che va considerato nella sua unità, e l‘unità non è e non deve essere solo politica, ma dev’essere anche geografica, nel senso che gli interventi non si possono pensare e programmare solo per una parte dell’Italia”. La tragedia di sabato, aggiunge, ”avrebbe potuto benissimo essere evitata. C’è un’insicurezza reale che riguarda non solo i passaggi a livello, o comunque le vie di accesso spesso non custodite, ma in generale riguarda tutti… Io mi auguro che questa tragedia risvegli le coscienze. Stiamo pensando di celebrare le esequie ovviamente secondo il rito greco-bizantino, e lì mi riprometto di lanciare un grido che vuole essere soprattutto un appello alle coscienze di tutti”.