Election day, chi vincerà?

Non possiamo che iniziare oggi con una premessa politica di quello che sarà l’evento che condizionerà, a seconda dell’esito, anche i mercati finanziari nei prossimi mesi: si è conclusa ieri la campagna elettorale più costosa della storia degli Stati Uniti e tra poco più di ventiquattro ore si conoscerà il vincitore delle presidenziali americane che dovrà sciogliere, nei mesi a venire, vari complicati nodi dal debito pubblico che ha raggiunto livelli incredibili e soprattutto non sostenibili nel lungo termine, al Fiscal Cliff e alla ripresa del mercato del lavoro americano che fatica a risollevarsi. I sondaggi vedono praticamente appaiati i due candidati Mitt Romney e Barack Obama, ma sappiamo che non sarà il conteggio assoluto dei voti la vera discriminante bensì il vincitore di alcuni stati chiave contesi come Ohio, Florida e Virginia. Ad oggi nessun presidente repubblicano è mai riuscito a salire alla Casa Bianca senza la relativa conquista dell’Ohio, dove da alcuni sondaggi il Presidente uscente sembra in leggerissimo vantaggio; la vera discriminante con elevata probabilità sarà il numero di partecipanti e soprattutto la percentuale di giovani che si recherà alle urne, accorsi in massa nelle precedenti elezioni per sostenere la candidatura di Obama. Sul fronte economico il Presidente eletto dovrà inoltre fare chiarezza su chi probabilmente al posto di Ben Bernake, che nelle scorse settimane ha già fatto sapere che non si ricandiderà per il prossimo mandato in scadenza nel 2013, siederà come Presidente della Fed; scelta sicuramente non di poco conto in quanto si avrà modo di capire quale sarà la politica monetaria intrapresa per i prossimi anni, se lassista come avvenuto con Ben Bernake o viceversa più restrittiva. Ws, dal canto suo, sembra aver le idee piuttosto chiare e solo una svolta alla presidenza degli Stati Uniti potrebbe dare nuove vigore alla borsa americana che, viceversa in caso di nuovo mandato per Barack Obama, rischierebbe di iniziare una fase calante.

Venendo ai mercati finanziari ieri abbiamo assitito ad una seduta decisamente negativa per le borse del Vecchio Continente, che hanno risentito delle vendite che hanno caratterizzato Ws durante l’ultima seduta della scorsa ottava. La piazza peggiore è stata quella spagnola con Madrid (-1.89%), a breve distanza troviamo il nostro listino Ftsemib (-1.43%). A seguire Parigi (-1.26%), limitano le perdite Francoforte e Londra che chiudono rispettivamente in calo dello 0.51% e di mezzo punto percentuale.

Bene viceversa Ws, che dopo un avvio piuttosto debole recupera almeno parzialmente le perdite di venerdì: l’indice migliore è stato quello tecnologico, il Nasdaq (+0.59%), a seguire S&P500 (+0.22%) ed infine il DJ (0.15%).

Tornando a Piazza Affari ieri la maglia nera di giornata spetta a Bper (-3.55%), pessima seduta anche per Parmalat (-3.17%), seguita da Banco Popolare (-3.12%) e A2a (-2.93%). In verde, miglior titolo di giornata è Fiat Industrial (+0.98%) in salita di quasi un punto percentuale, a seguire Tod’s (+0.48%) e Ferragamo (+0.06%), in frazionale recupero rispetto a venerdì.

Oggi l’attenzione degli investitori di tutto il mondo sarà ovviamente completamente rivolta all’esito dell’elezioni presidenziali Usa. Dal punto di vista macroeconomico dovremo seguire alle 10.30 la pubblicazione in mattinata alle ore 10.30 della produzione manifatturiera del Regno Unito, attese in salita allo 0.3% e alle ore 16.00 il Pmi canadese, rivisto viceversa leggermente in contrazione a 58.3 punti.

 

Marco Dall’Ava

marco.dallava@xtb.it

XTB Italia

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